14 novembre 2013

All’udienza generale il Papa ricorda i bambini uccisi a Damasco e il disastro nelle Filippine

La vera battaglia è per la vita
E ai fedeli descrive il battesimo come la carta d’identità del cristiano

Un nuovo appello per la pace in Siria e un invito alla solidarietà con le popolazioni filippine colpite dal tifone Haiyan sono stati rivolti dal Papa ai fedeli riuniti in piazza San Pietro al termine dell’udienza generale di mercoledì 13 novembre. Nell’esprimere il suo dolore per i bambini uccisi lunedì a Damasco, nel quartiere al-Qassām, a  maggioranza di popolazione cristiana — dove proiettili di mortaio hanno colpito la scuola intitolata a San Giovanni Damasceno e la chiesa della Croce — il Pontefice ha invitato a pregare affinché «queste tragedie non accadano mai». E ricordando subito dopo l’impegno per portare soccorso alle vittime delle devastazioni nelle Filippine, ha affermato: «Queste sono le vere battaglie da combattere. Per la vita! Mai per la morte!».



Durante l’udienza generale, svoltasi alla presenza di decine di migliaia di persone giunte da diversi Paesi del mondo, il Santo Padre ha proseguito le sue catechesi dedicate al Credo, parlando del Battesimo come della «carta d’identità del cristiano» e del suo «atto di nascita». Il giorno in cui si è stati battezzati — ha affermato — è come «il secondo compleanno», perché «è quello della nascita alla Chiesa». Allo stesso modo, il sacramento della confessione può essere considerato per il cristiano «un “secondo battesimo”, che rimanda sempre al primo per consolidarlo e rinnovarlo». Quando «noi andiamo a confessarci delle nostre debolezze, dei nostri peccati andiamo a  chiedere il perdono di Gesù, ma andiamo pure a rinnovare il Battesimo» ha spiegato Papa Francesco, aggiungendo: «Questo è bello, è come festeggiare il giorno del Battesimo. Pertanto la Confessione non è seduta in una sala di tortura, ma è una festa».

Il Pontefice ha poi richiamato il significato del sacramento battesimale come «lavacro di rigenerazione e di illuminazione». E ha invitato perciò a  non considerarlo «un fatto del passato» ma «una realtà viva» che continua a illuminare e a dare forza. «Con il Battesimo — ha ricordato — si apre la porta a una effettiva novità di vita che non è oppressa dal peso di un passato negativo, ma risente già della bellezza e della bontà del Regno dei cieli». Si tratta «di un intervento potente della misericordia di Dio nella nostra vita», che tuttavia «non toglie alla nostra natura umana la sua debolezza» e dunque non esime dalla «responsabilità di chiedere perdono ogni volta che sbagliamo».

Fonte: Vatican Insider

Oggi la prima visita di Papa Francesco al Quirinale. E' il terzo incontro con Napolitano

Questa mattina Papa Francesco compirà la sua prima visita al Quirinale. A fornire alcuni particolari sulla visita, il direttore della Sala Stampa vaticana, padre Federico Lombardi. Il servizio di Debora Donnini:

Oggi, per la prima volta, Papa Francesco andrà al Quirinale. Giungerà poco prima delle 11 nel Cortile d'onore del Palazzo presidenziale, dove lo attenderà il seguito, arrivato poco prima. Quindi, ci sarà un colloquio privato fra il Papa e il Presidente della Repubblica italiana Giorgio Napolitano nello studio del capo di Stato. Contemporaneamente si svolgerà l'incontro delle due delegazioni, guidate per la Santa Sede da mons. Angelo Becciu, sostituto alla Segreteria di Stato, e per l'Italia dal premier Enrico Letta. Subito dopo, nella Sala degli Arazzi, ci sarà lo scambio dei doni. Quindi, il Papa incontrerà i presidenti di Senato, Camera e Corte Costituzionale, e successivamente si raccoglierà in preghiera nella Cappella dell'Annunziata. I discorsi ufficiali del Presidente e del Pontefice verranno pronunciati nel Salone delle Feste, presumibilmente attorno alle 12. Dopo, il Papa visiterà la Cappella Paolina e nel Salone dei Corazzieri incontrerà circa duecento persone fra dipendenti e familiari dei dipendenti del Quirinale, a cui rivolgerà un saluto. E' prevista, ha detto il direttore della Sala Stampa vaticana padre Lombardi, una folta presenza di bambini e giovani. Quindi vi sarà la cerimonia di congedo nel Cortile d'onore e il rientro del Papa in Vaticano. Papa Francesco è il sesto Pontefice a recarsi in visita al Quirinale, il quinto dopo la nascita della Repubblica italiana. Questo, poi, è il terzo incontro tra Papa Francesco e il Presidente Giorgio Napolitano: il primo è avvenuto il 19 marzo, giorno di inizio Pontificato; il secondo, l’8 giugno scorso, quando il Capo di Stato italiano si è recato in visita in Vaticano.



Sui rapporti tra Italia e Santa Sede, Luca Collodi ha sentito il prof. Stefano Zamagni, docente di economia politica all’Università di Bologna:

R. – Direi che in questi ultimi tempi il tema dei rapporti tra Santa Sede e Stato più in generale e tra religione e atteggiamenti religiosi e demografia si sta rafforzando e sta tornando di nuovo al centro dell’attenzione. E questo per una pluralità di ragioni. Finalmente si è capita la differenza che c’è tra “principio di laicità” e “principio del laicismo” e cioè l’idea secondo la quale le opzioni religiose devono entrare a far parte della sfera pubblica e non come, invece, le tesi laiciste affermano che devono essere riservate alla sfera privata. Direi che è stato un grande filosofo americano come John Rawls, proprio poco prima di morire, a chiarire definitivamente il punto, quando distinse tra “sfera pubblica” e “sfera politica”.

D. – Che distinzione fece?

R. - La sfera politica è la sfera della decisione politica e lì è chiaro che le opzioni religiose o culturali non devono poter giocare il ruolo dominante; ma la sfera pubblica è quella dove si formano le idee, dove avviene il dialogo e dove si realizza il confronto libero delle idee. Ebbene nella sfera pubblica le posizioni ispirate in senso religioso, così come può essere di un tipo o dell’altro, devono potersi confrontare.

D. – In Italia qual è la situazione?

R. - Purtroppo in Italia, per tutta una serie di ragioni, è passata o sta passando nella vulgata l’idea secondo cui ognuno si tiene per sé, nella propria sfera personale, i propri convincimenti religiosi e le proprie opzioni ideologiche. Questo è un male gravissimo, perché questo va a distruggere la democrazia! E la democrazia ha bisogno del confronto dei valori: ecco perché la distinzione di Rawls tra sfera pubblica e sfera politica io la trovo particolarmente afferente, soprattutto in questo momento.

D. – Adesso c’è l’incontro tra Papa Francesco con il presidente Napolitano …

R. - L’incontro di Papa Francesco con il presidente Napolitano sono sicuro servirà a chiarire ulteriormente questa distinzione, che ha generato molti equivoci. E’ chiaro che alla sfera privata poi appartiene la scelta di fede, che è un’altra cosa. Le religioni sono portatrici di matrici culturali e soprattutto di norme sociali di comportamento, senza le quali una democrazia autentica va a collassare, come peraltro la storia ci ha insegnato. Quindi l’incontro del Papa col presidente Napolitano va visto come un’occasione – che io mi auguro possa portare veramente frutto – per dissipare, primo, antichi pregiudizi privi di ogni senso e che sono ispirati solo ad una volontà nichilistica di chi vuol distruggere, anziché costruire; e, secondo, che serva a riavviare, possibilmente su basi più avanzate, quel dialogo fecondo e senza del quale non ci può essere progresso. Questo è il mio augurio.

Fonte: Radio Vaticana

13 novembre 2013

Udienza generale. Il Papa: il Battesimo è la carta d'identità del cristiano, non lasciatevela rubare

All’udienza generale di stamani in Piazza San Pietro, il Papa ha commentato l’articolo del Credo in cui affermiamo: «Professo un solo battesimo per il perdono dei peccati». “Si tratta – ha detto - dell’unico riferimento esplicito a un Sacramento all’interno del Credo”. “In effetti – ha sottolineato - il Battesimo è la ‘porta’ della fede e della vita cristiana. Gesù Risorto lasciò agli Apostoli questa consegna: «Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo ad ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvato» (Mc 16,15-16). La missione della Chiesa è evangelizzare e rimettere i peccati attraverso il sacramento battesimale. Ma ritorniamo alle parole del Credo. L’espressione può essere divisa in tre punti: «professo»; «un solo battesimo»; «per la remissione dei peccati»”.

Il Papa si è soffermato innanzitutto sul significato del verbo «Professo». “E’ un termine solenne – ha affermato - e indica la grande importanza dell’oggetto, cioè del il Battesimo. In effetti, pronunciando queste parole noi affermiamo la nostra vera identità di figli di Dio. Il Battesimo è in un certo senso la carta d’identità del cristiano, il suo atto di nascita”.

A braccio ha aggiunto: “E’ l’atto di nascita alla Chiesa. Tutti voi conoscete il giorno nel quale siete nati. Davvero, no? Festeggiate il compleanno, tutti. Tutti noi festeggiamo il compleanno. Ma farò una domanda che ho fatto un’altra volta, ma che farò un’altra volta: chi di voi si ricorda la data del suo Battesimo? Alzi la mano. Chi di voi? Sono pochi, eh? Non tanti. E non domando ai vescovi, perché non provino vergogna, eh? Sono pochi, eh? Ma facciamo una cosa, oggi quando tornerete a casa, domandate: ‘In quale giorno io sono stato battezzato?’ cercate. E questo è il secondo compleanno”: il giorno in cui si nasce nella Chiesa. “Farete questo? E’ un compito, eh, da fare a casa: cercare il giorno nel quale io sono nato e ringraziare il Signore perché ci ha aperto la porta alla Sua Chiesa quel giorno nel quale io ho ricevuto il Battesimo”.



“Al tempo stesso – ha aggiunto - al Battesimo è legata la nostra fede nella remissione dei peccati. Il Sacramento della Penitenza o Confessione è, infatti, come un “secondo battesimo”, che rimanda sempre al primo per consolidarlo e rinnovarlo. In questo senso il giorno del nostro Battesimo è il punto di partenza di un cammino, di un cammino bellissimo, di un cammino verso Dio, che dura tutta la vita, un cammino di conversione e che è continuamente sostenuto dal Sacramento della Penitenza”. Poi a braccio ha proseguito: “E anche pensate questo: quando noi andiamo a confessarci delle nostre debolezze, dei nostri peccati, andiamo a chiedere il perdono di Gesù, ma andiamo pure a rinnovare il Battesimo con questo perdono, e questo è bello. E’ come festeggiare in ogni confessione il giorno del Battesimo. E così la Confessione non è una seduta in una sala di tortura, è una festa per festeggiare il giorno del Battesimo. La Confessione è per i battezzati! Per tenere pulita questa veste bianca della nostra dignità cristiana!".

Poi il Papa ha commentato un secondo termine: «un solo battesimo». “Questa espressione – ha detto - richiama quella di san Paolo: «Un solo Signore, una sola fede, un solo battesimo» (Ef 4,5). La parola “battesimo” significa letteralmente “immersione”, e infatti questo Sacramento costituisce una vera immersione spirituale, dove? Nella piscina? No, nella morte di Cristo. Il Battesimo è proprio un’immersione spirituale nella morte di Cristo, dalla quale si risorge con Lui come nuove creature (cfr Rm 6,4). Si tratta di un lavacro di rigenerazione e di illuminazione. Rigenerazione perché attua quella nascita dall’acqua e dallo Spirito senza la quale nessuno può entrare nel regno dei cieli (cfr Gv 3,5). Illuminazione perché, attraverso il Battesimo, la persona umana viene ricolmata della grazia di Cristo, «luce vera che illumina ogni uomo» (Gv 1,9) e scaccia le tenebre del peccato. E per questo nella cerimonia del Battesimo ai genitori si dà una candela accesa, per significare questa illuminazione. Il Battesimo ci illumina da dentro con la luce di Gesù. In forza di questo dono il battezzato è chiamato a diventare egli stesso “luce”, la luce della fede, che ha ricevuto, luce per i fratelli, specialmente per quelli che sono nelle tenebre e non intravedono spiragli di chiarore all’orizzonte della loro vita.

Il Papa domanda: “Il Battesimo, per me, è un fatto del passato, di quel giorno, di quella data, che voi oggi cercherete quale sia, o una realtà viva, che riguarda il mio presente, in ogni momento? Ti senti forte, con la forza che ti dà Cristo, con il suo sangue, con la sua resurrezione, tu ti senti forte o ti senti giù, senza forza? Ma il Battesimo dà forza! Con il Battesimo ti senti un po’ illuminato? Ti senti illuminata? Con quella luce che viene da Cristo, sei uomo o donna di luce o sei un uomo o una donna oscuri, senza la luce di Gesù? Pensate a quello! Prendere la grazia del Battesimo che è un regalo e diventare luce, luce per tutti”.

Infine, il Papa accenna a un terzo elemento: «per la remissione dei peccati». “Nel sacramento del Battesimo – afferma - sono rimessi tutti i peccati, il peccato originale e tutti i peccati personali, come pure tutte le pene del peccato. Con il Battesimo si apre la porta ad una effettiva novità di vita che non è oppressa dal peso di un passato negativo, ma risente già della bellezza e della bontà del Regno dei cieli. Si tratta di un intervento potente della misericordia di Dio nella nostra vita, per salvarci. Questo intervento salvifico non toglie alla nostra natura umana la sua debolezza; - tutti siamo deboli e tutti siamo peccatori, eh? - e non ci toglie la responsabilità di chiedere perdono ogni volta che sbagliamo!”.

La conclusione è a braccio: “E questo è bello. Io non mi posso battezzare due volte, tre volte, quattro volte, ma sì posso andare alla Confessione e quando vado alla Confessione rinnovo quella grazia del Battesimo. E’ come se io facessi un secondo Battesimo. Il Signore Gesù tanto buono, che mai si stanca di perdonarci, mi perdona. Ricordatevi bene, eh? Il Battesimo ci apre la porta alla Chiesa. Cercare la data del mio Battesimo, ma anche quando la porta si chiude un po’ per le nostre debolezze, per i nostri peccati, la Confessione la riapre, perché la Confessione è come un secondo Battesimo, che ci perdona tutto e ci illumina per andare avanti con la luce del Signore. Ma andiamo così avanti, gioiosi eh? Perché la vita si deve vivere con la gioia di Gesù Cristo e questa è una grazia del Signore”.

Nei saluti ai pellegrini di lingua francese, ribadisce: “In quanto atto di nascita del cristiano, il Battesimo è il punto di partenza di un cammino di conversione. Nel corso di tutta la vostra vita non lasciatevi rubare la vostra identità cristiana!”.

Fonte: Radio Vaticana

Tifone nelle Filippine. Il presidente Aquino ridimensiona il bilancio: 2.500 vittime. Il card. Tagle in lacrime: fede e amore più forti della devastazione

L'Onu ha lanciato un appello per raccogliere 301 milioni di dollari, pari a 224 milioni di euro,nei prossimi sei mesi per assistere le popolazioni delle Filippine colpite dal super tifone Haiyan. Finora la comunità internazionale ha offerto 54 milioni di dollari. Secondo il presidente delle Filippine Benigno Aquino i morti sarebbe circa 2500 e non 10 mila come si era detto inizialmente, gli sfollati quasi 700 mila. Quattro italiani che risultavano dispersi sono stati rintracciati dalla Farnesina. Il servizio di Giancarlo La Vella:

Le immagini che giungono dal centro sud delle Filippine sono quelle della disperazione di chi ha perso tutto: i propri cari, una casa e qualsiasi altra concreta certezza. Già le organizzazioni locali, come la Caritas, si sono messe in moto per portare acqua, cibo, medicinali e generi di prima necessità ai sopravvissuti. Sono stati allestiti campi di raccolta e ospedali da campo per i sopravvissuti, mentre appare ancora caotica l’operazione di conta e di recupero dei morti. Dall’estero, Stati Uniti e Gran Bretagna hanno inviato navi militari con uomini e aiuti, mentre ovunque sono state stanziate somme di denaro e avviate raccolte di soldi. Tra i primi a rispondere alle esigenze delle popolazioni colpite – lo ricordiamo – Papa Francesco, che, attraverso il Pontificio Consiglio “Cor Unum”, ha destinato la cifra di 150 mila euro. Le comunità filippine in tutto il mondo sono mobilitate per soccorrere i fratelli in patria attraverso la preghiera e concrete iniziative di solidarietà. La Conferenza Episcopale delle Filippine ha chiamato a raccolta tutti i fedeli per una novena di preghiera per invocare dal Signore protezione e sostegno alle popolazioni colpite.




E per la rappresentante speciale dell'Onu per la riduzione del rischio Margareta Wahlstrom, la gravità e il livello di devastazione del tifone Haiyan hanno causato una tragedia "paragonabile allo tsunami del 2004, che cambiò l'approccio alla prevenzione del rischio dei disastri. Sulla catastrofe avvenuta nell’arcipelago asiatico, Susy Hodges ha intervistato il card. Luis Antonio Tagle, arcivescovo di Manila:  

R. – I think I’m not alone in saying…

Penso di non essere il solo nel dire che ogni volta che vediamo le immagini della distruzione rimaniamo senza parole. Ancora dobbiamo riprenderci dallo shock emotivo e psicologico. Noi che siamo qui a Manila e in quelle parti che non sono state colpite così gravemente come altre, solo per guardare le immagini rimaniamo senza parole e non posso immaginare quello che sta attraversando le menti e i cuori di coloro che si trovano lì. Mi sento profondamente consolato, quando vedo e sento testimonianze di fede, specialmente da parte delle stesse vittime. Quelli che hanno i propri cari, le loro proprietà, si rivolgono a Dio e dicono: “Confidiamo in Dio; sappiamo che con l’aiuto di Dio possiamo sopravvivere”.

D. – Immagino che Lei abbia parlato con i membri delle chiese nelle aree che sono state colpite più duramente. Cosa hanno detto riguardo all’aiuto che la Chiesa sta cercando di dare in questa corsa disperata per portare cibo ed acqua ai sopravvissuti?

R. – The local churches in those areas...Anche le chiese locali in quelle aree hanno sofferto molte perdite. Quindi la maggior parte dell’aiuto dato dalla Chiesa non viene da quelle diocesi, ma dall’esterno. Al momento con l’arcidiocesi di Manila e le nostre diocesi vicine, le diocesi suffraganee, la Commissione episcopale e l’azione sociale della Caritas Filippine, stiamo coordinando la maggior parte dello sforzo per raggiungere quelle persone che sono state colpite e non sono state ancora raggiunte dai loro stessi pastori.

D. – Data l’entità della devastazione, in molti lì hanno paura che alcune persone possano morire non per conseguenza diretta del tifone, ma perché non riceveranno cibo o acqua o medicine necessari in questo periodo successivo alla tragedia …

R. – Yes, that is a real possibility...

Sì, quella è una possibilità reale. Ecco perché la gente di Chiesa, le organizzazioni non governative, le agenzie di governo ed anche l’esercito, tutti noi stiamo cercando di fare del nostro meglio per raggiungere ogni luogo e cercare di dare assistenza. Non è sempre facile, ma tutti stanno cercando di fare la loro parte. E’, infatti, davvero un’emergenza, potemmo dire addirittura che per molti è un momento di panico.

D. – Ha potuto rilevare una grande solidarietà da parte dei laici cattolici di Manila e di altre aree che non sono state colpite così gravemente, per cercare di aiutare?

R. – That is a source of great consolation...Questa è una fonte di grande consolazione e forza. Prima di questo tifone abbiamo avuto un terremoto, che ha colpito la parte centrale del Paese, molto vicino a Leyte e Samar, le isole colpite dal tifone. La nostra riflessione continua su questa linea: vediamo distruzione, rovine ovunque, ma vediamo anche fede e amore sorgere da quelle rovine [qui si commuove] e questo ci fa diventare persone più forti. Voglio ringraziare tutti: tutti, il Santo Padre, le madri e le sorelle fuori del Paese, perché si sono ricordati di noi e perché cercano di fare il possibile per raggiungerci. In nome delle vittime e dei poveri, vi ringraziamo, vi ringraziamo davvero!

Fonte: Radio Vaticana

L’ecologia al centro della prossima enciclica di Francesco

Il Papa ha chiesto a un gruppo di esperti di lavorare a un testo sulla difesa dell’ambiente, tema che occuperà una parte importante della seconda enciclica del suo Pontificato

ANDRÉS BELTRAMO ÁLVAREZ
CITTÀ DEL VATICANO

La prossima lettera enciclica di Francesco non si occuperà soltanto del tema della povertà, ma nel testo ci sarà spazio anche per un forte messaggio in difesa dell’ambiente.  Nonostante il progetto stia muovendo i primi passi e la sua pubblicazione non sia imminente, il Papa ha già chiesto a un gruppo di esperti di redigere il suo messaggio ecologico.


Negli ultimi giorni, Jorge Mario Bergoglio ha rivelato questa iniziativa a tre diverse personalità. In primis, al suo amico Gustavo Vera, deputato argentino e attivista nella lotta contro il traffico di persone. Ha condiviso con lui il pranzo nella residenza vaticana di Santa Marta la scorsa domenica 3 novembre.


Del tema ha anche parlato con la presidentessa del Costa Rica, Laura Chinchilla, durante l’udienza privata dello scorso 8 novembre. «Non mi stupirei se questo tema occupasse uno spazio importante nella prossima enciclica», ha detto la Chinchilla in un incontro con i giornalisti.



Il Pontefice è stato anche più esplicito durante il suo incontro con il senatore argentino Pino Solanas, che è stato ricevuto lunedì 10 novembre in un’altra udienza privata a Santa Marta. L’incontro si è svolto per quasi un’ora e il rappresentante del movimento politico “Proyecto Sur” ha affrontato con Francesco il tema dell’impunità con la quale l’uomo rovina la natura.


«Il Pontefice si è mostrato molto sensibile: mi ha detto che stava preparando un’enciclica su questo tema. Un argomento impegnativo: non a caso ha creato un gruppo di lavoro che lo aiuterà redigerla. Ecco perché le sue dicharazioni su tema si stanno diradando sebbene a settembre avesse paralto dei pericoli derivanti dallo sfruttamento eccessivo delle miniere», ha dichiarato Solanas a Vatican Insider.


Il senatore ha ricordato di aver parlato di ecologia con Papa Francesco in un’altra occasione, a giugno, quando gli aveva inviato una lettera con un rapporto allegato.


In quell’occasione Solanas aveva chiesto il supporto del Pontefice nel tentativo di definire i reati ambientali e per lanciare (in futuro) la proposta del Tribunale Internazionale Penale. Un organismo chiamato a giudicare i reati ecologici, veri e propri crimini contro l’umanità, perché a pagare le conseguenze di quei reati sono intere popolazioni. Il senatore aveva anche denunciato che tutto questo accade quasi sempre con la complicità dei governi, perché non c’è alcun controllo pubblico.


«Francesco è interessato sopratutto al tema dell’acqua. Mi ha detto: non ci sarà da stupirsi se la prossima guerra sarà proprio a causa diessa. E ha anche ricordato, da questo punto di vidta, la disastrosa situazione dell’Africa. L’ho visto molto preoccupato perchè assecondando solo la logica del profitto tutto viene raso al suolo», ha affermato.


Solanas ha ribadito che la difesa dell’ambiente rappresenta un costo molto elevato che le grosse multinazionali non sono disposte a pagare, ed è per questo che nessuna delle imprese lavora con polizze assicurative ambientali, nonostante i “paletti” legislativi


Il Papa, secondo il senatore argentino, sarà un alleato importante nella campagna di sensibilizazione sui pericoli ai quali è esposto l’ambiente. Non per niente alcuni sondaggi importanti compiuti in America Latina e in Europa collocano Francesco tra i quattro personaggi più influenti del mondo.

Fonte: Vatican Insider

Il cordoglio del Papa per la morte del card. Bartolucci, già maestro direttore della Cappella Sistina

Il Papa ha espresso il suo “profondo cordoglio” per la morte del cardinale Domenico Bartolucci, spentosi stamattina a Roma intorno alle 8.00. Il porporato, già maestro direttore della Cappella Musicale Pontificia detta "Cappella Sistina”, aveva 96 anni. In un messaggio inviato ai familiari, il Papa ricorda “con affetto” il cardinale Bartolucci, “caro e stimato sacerdote, illustre compositore e musicista, che ha esercitato il suo lungo e intenso ministero specialmente mediante la musica sacra che nasce dalla fede ed esprime la fede”. In particolare, rammenta “con viva gratitudine la sua feconda opera quale direttore della Cappella Sistina e la valorizzazione sapiente del prezioso tesoro della polifonia, tesa ad elevare il cuore nella lode a Dio”. Eleva quindi “fervide preghiere al Signore affinché, per intercessione della Beata Vergine Maria, accolga questo suo generoso servitore e insigne uomo di chiesa nel gaudio e nella pace eterna”.

Mercoledì 13 novembre, alle ore 15.30, il cardinale Angelo Sodano, decano del Collegio Cardinalizio, presiederà le esequie all’Altare della Cattedra della Basilica Vaticana. Al termine della Celebrazione eucaristica, il Santo Padre presiederà il rito dell’Ultima Commendatio e della Valedictio.

Con la morte del cardinale Bartolucci, il Collegio cardinalizio risulta costituito da 200 porporati di cui 109 elettori e 91 non elettori.



Il cardinale Domenico Bartolucci, già Maestro Direttore della Cappella Musicale Pontificia detta "Cappella Sistina" era nato il 7 maggio 1917 a Borgo San Lorenzo, in provincia di Firenze. Entrato nel seminario fiorentino si dedica subito alla musica con Francesco Bagnoli, maestro di cappella del duomo di Firenze. Per questo, assai presto viene incaricato di accompagnare all'organo le esecuzioni corali in cattedrale. Alla morte di Bagnoli gli succede e negli stessi anni inizia a comporre le prime messe, i primi mottetti, le musiche organistiche e cameristiche, i madrigali, ma soprattutto La Tempesta sul Lago del 1935, il suo primo oratorio.
Nel 1939 due avvenimenti decisivi: l'ordinazione sacerdotale, il 23 dicembre, e il diploma in composizione e direzione d'orchestra con Vito Frazzi al conservatorio fiorentino. Alla fine del 1942, dopo aver insegnato nei seminari della diocesi d'origine, si reca a Roma per maturare una più profonda conoscenza della musica sacra, grazie al contatto con la pratica delle allora fiorenti cappelle musicali. Iniziata così la sua permanenza a Roma, ospite presso l'Almo Collegio Capranica. Oltre a frequentare Raffaele Casimiri, illustre studioso palestriniano, è subito affiancato a Lavinio Virgili come vice direttore della Cappella di San Giovanni in Laterano.

Nel 1947 il cardinale Elia Dalla Costa lo vuole parroco di Montefloscoli, un piccolo centro nel Mugello, in Toscana. Dopo l'esecuzione del suo poema sacro Baptisma al Pontificio Istituto di Musica Sacra di Roma, è nominato maestro della Cappella liberiana di Santa Maria Maggiore e docente di composizione e direzione polifonica proprio al Pontificio Istituto di Musica Sacra. Nel 1952, su indicazione di Lorenzo Perosi, è nominato vice maestro della Cappella Sistina; in questo stesso anno compone l'oratorio L'Ascensione, con il quale viene inaugurato a Città del Messico il nuovo santuario della Vergine di Guadalupe.

Morto Perosi nel 1956, Pio XII lo nomina direttore perpetuo della Cappella Sistina, incarico che ha ricoperto fino al 1997. Nel 1959, riceve da Giovanni XXIII l'approvazione per il progetto di riorganizzazione della Cappella Musicale Pontificia. Ottiene così una sede adeguata per le prove e per l'archivio, viene definito l'organico stabile dei cantori adulti e si dà vita alla Schola puerorum dedicata esclusivamente alla formazione dei ragazzi.

Nel 1965 il maestro è nominato accademico di Santa Cecilia. Proprio l'Accademia più volte programma i suoi oratori nelle passate stagioni sinfoniche invitandolo a dirigerne le esecuzioni: tra esse occupano un posto particolare il Gloriosi Principes presentato a tutti i padri conciliari, presente Paolo VI, e l'Ascensione offerta a Giovanni Paolo II quando rientra a Roma per riprendere il suo ministero pastorale dopo l'attentato.

Nel corso degli anni, oltre all'impegno nelle esecuzioni nelle liturgie papali, promuove con profonda convinzione l'attività concertistica della Sistina, ritenendola uno strumento privilegiato di evangelizzazione. Oltre alla direzione della Cappella Papale, si dedica all'insegnamento presso il conservatorio statale di Santa Cecilia a Roma e il Pontificio Istituto di Musica Sacra, tiene corsi di polifonia palestriniana in Italia e all'estero, dirige i principali complessi sinfonico-corali italiani e viene insignito di alte onorificenze e premi nazionali ed internazionali.

Il maestro toscano è autore di una vastissima produzione musicale. Il corpus di opere già pubblicate dalle Edizioni Cappella Sistina supera i quaranta volumi e comprende sei libri di mottetti, sei di messe, laudi, inni, cantici e una serie di oratori e messe per soli, coro e orchestra. In occasione del suo 85° compleanno, con l'obiettivo di conservare e diffondere il notevole patrimonio musicale da lui composto, viene costituita la Fondazione Domenico Bartolucci. Di esso ha fatto parte l'allora cardinale Joseph Ratzinger. In questi anni la fondazione ha realizzato numerose manifestazioni musicali e ha costituito un coro polifonico che è stato protagonista, tra l'altro, di un concerto offerto a Benedetto XVI nella Cappella Sistina il 24 giugno 2006.

Un altro concerto viene offerto a Papa Benedetto XVI dal maestro Bartolucci, ormai cardinale, il 31 agosto 2011 nel Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo. Per l’occasione il Maestro compone il pezzo Benedictus, dedicato al Papa come preghiera e ringraziamento al Signore per il Suo Ministero.

Benedetto XVI lo aveva creato cardinale nel Concistoro del 20 novembre 2010, della Diaconia dei Santissimi Nomi di Gesù e Maria in via Lata.

Fonte: Radio Vaticana