La vera battaglia è per la vita
E ai fedeli descrive il battesimo come la carta d’identità del cristiano
Un nuovo appello per la pace in Siria e un invito alla solidarietà con le popolazioni filippine colpite dal tifone Haiyan sono stati rivolti dal Papa ai fedeli riuniti in piazza San Pietro al termine dell’udienza generale di mercoledì 13 novembre. Nell’esprimere il suo dolore per i bambini uccisi lunedì a Damasco, nel quartiere al-Qassām, a maggioranza di popolazione cristiana — dove proiettili di mortaio hanno colpito la scuola intitolata a San Giovanni Damasceno e la chiesa della Croce — il Pontefice ha invitato a pregare affinché «queste tragedie non accadano mai». E ricordando subito dopo l’impegno per portare soccorso alle vittime delle devastazioni nelle Filippine, ha affermato: «Queste sono le vere battaglie da combattere. Per la vita! Mai per la morte!».
Durante l’udienza generale, svoltasi alla presenza di decine di migliaia di persone giunte da diversi Paesi del mondo, il Santo Padre ha proseguito le sue catechesi dedicate al Credo, parlando del Battesimo come della «carta d’identità del cristiano» e del suo «atto di nascita». Il giorno in cui si è stati battezzati — ha affermato — è come «il secondo compleanno», perché «è quello della nascita alla Chiesa». Allo stesso modo, il sacramento della confessione può essere considerato per il cristiano «un “secondo battesimo”, che rimanda sempre al primo per consolidarlo e rinnovarlo». Quando «noi andiamo a confessarci delle nostre debolezze, dei nostri peccati andiamo a chiedere il perdono di Gesù, ma andiamo pure a rinnovare il Battesimo» ha spiegato Papa Francesco, aggiungendo: «Questo è bello, è come festeggiare il giorno del Battesimo. Pertanto la Confessione non è seduta in una sala di tortura, ma è una festa».
Il Pontefice ha poi richiamato il significato del sacramento battesimale come «lavacro di rigenerazione e di illuminazione». E ha invitato perciò a non considerarlo «un fatto del passato» ma «una realtà viva» che continua a illuminare e a dare forza. «Con il Battesimo — ha ricordato — si apre la porta a una effettiva novità di vita che non è oppressa dal peso di un passato negativo, ma risente già della bellezza e della bontà del Regno dei cieli». Si tratta «di un intervento potente della misericordia di Dio nella nostra vita», che tuttavia «non toglie alla nostra natura umana la sua debolezza» e dunque non esime dalla «responsabilità di chiedere perdono ogni volta che sbagliamo».
Fonte: Vatican Insider


Nessun commento:
Posta un commento