2 novembre 2013

Pace serenità dalle parole del Papa al Verano: il commento della teologa Monica Quirico

Il giorno della Commemorazione dei fedeli defunti è un'occasione per rinsaldare i legami spirituali con i propri cari e con quanti hanno bisogno delle nostre preghiere. La Chiesa ricorda che è possibile ottenere l'indulgenza plenaria per chi non è più con noi. Un giorno per ravvivare la speranza, dunque, anche guardando al tramonto della nostra vita, come ha ricordato il Papa, durante la Messa al Verano. Sulle parole pronunciate ieri da Papa Francesco, Antonella Palermo ha sentito la prof.ssa Monica Quirico, docente di teologia fondamentale presso la Facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale a Torino: 

R. - Mi ha molto colpito l’ancoraggio alla storia degli uomini, perché ha esordito dicendo: “Dobbiamo pensare al futuro e a quelli che se sono andati e sono già là, nel Signore, e a quello che ci aspetta”. Dunque, sempre questo legame con la nostra storia: noi che stiamo qua, ma che dobbiamo tendere ad essere là. E poi questa bell’immagine di Dio che ci porta per mano là: questa paternità di Dio che ci fa entrare nel cielo, grazie al Sangue di Gesù Cristo. E poi ancora un’immagine sulla speranza: la speranza come àncora. Ha ricordato l’immagine dei primi cristiani e dice: “Noi dobbiamo avere il cuore ancorato là dove sono i nostri antenati, i santi, Gesù, Dio”. Questa immagine della speranza, proprio molto significativa, come un lievito che fa allargare l’anima: questa distensione dell’anima mi pare veramente un’idea che ti prende dentro, che ti prende proprio al cuore, perché è una distensione che ci fa soprattutto pensare che è una grazia del Signore. Il Signore che ci anticipa: non siamo noi che andiamo là, ma Lui ci prende per mano e ci fa distendere, aprire questa anima.



D. – Papa Francesco ha offerto un bel messaggio in un giorno particolarmente significativo per i fedeli …

R. – Sì, c’è questa capacità del Papa, anche in giorni molto importanti, di essere molto semplice: ha predicato la grazia, prima ancora di predicare un fare. E’ proprio questo allargamento alla grazia di Dio. Questo mi sembra molto bello, non solo toccante dal punto di vista sentimentale, ma molto profondo: ci dice dove dobbiamo andare. Un’altra bella immagine è quello che ci ha detto sul nostro tramonto. Noi possiamo così - proprio con questa speranza, con questo allargamento - pensare al nostro tramonto e questo ci deve dare pace, però solo se di nuovo ci lasciamo - come dire - farci ricevere dal Signore. Allora il nostro tramonto diventa una pace.

D. - A me fa pensare anche ad una fecondità: questa speranza come lievito, che dilata l’animo mi fa pensare davvero ad un nuovo inizio, ad una nuova creazione. E’ sicuramente molto consolante, vero?

R. - Sicuramente, anche perché questo farci ricevere è farci ricevere da Gesù Risorto. E quindi questa è la nuova creazione, la resurrezione è il nuovo inizio, che è per sempre. E dunque non c’è più un ritorno indietro. Questo, in qualche modo, dovrebbe farci pensare, dovrebbe veramente darci pace e serenità.

Fonte: Radio Vaticana

Papa Francesco su Twitter: "Cari follower, vi ringrazio"

A scriverlo è Papa Francesco su Twitter. Ieri sera alle 21,32 - anche grazie al grande raduno delle famiglie in piazza san Pietro in occasione dell’Anno della fede - è stato superato il traguardo dei 10 milioni di seguaci dell’account "Pontifex" nelle sue 9 lingue. L’account, voluto da Papa Ratzinger, era stato inaugurato il 12 dicembre scorso in otto lingue. 



Il 17 gennaio di quest’anno è stato poi aggiunto il latino che subito ha suscitato interesse e un buon seguito.  Circa 3 milioni di follower erano già stati raggiunti il 28 febbraio scorso, giorno della fine del Pontificato di Benedetto XVI. Durante la sede vacante l’account "Pontifex" è stato sospeso per essere riaperto il 17 marzo, cinque giorni dopo l’elezione di Papa Francesco. 

E da allora è ripreso un crescendo inarrestabile. Attualmente la lingua più seguita è lo spagnolo con oltre 4 milioni di follower, seguita dall’inglese (oltre 3.129.000) e l’italiano (oltre 1.242.000). Ma non ci sono solo i seguaci diretti: c’e anche una moltitudione di utenti di Twitter che riceve i tweet di Francesco grazie al fenomeno del re-tweetting: i tweet del Papa vengono "re-tweettati", cioè rilanciati dai suoi "amici" e in questo modo, secondo un calcolo per difetto - come ha osservato monsignor Claudio Maria Celli, presidente del Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali - più di 60 milioni di persone ricevono il tweet del Papa che il presule definisce come "una pillola, una doccia di spiritualità e di speranza".

Fonte: Radio Vaticana

2 Novembre, il Papa nelle Grotte Vaticane per pregare per i Pontefici defunti

Nel giorno in cui la Chiesa celebra la Commemorazione di tutti i fedeli defunti, oggi alle 18.00 Papa Francesco scenderà nelle Grotte Vaticane per presiedere un momento di preghiera per i Sommi Pontefici defunti, in forma strettamente privata. 

Già il primo aprile scorso, era il Lunedì dell’Angelo, Papa Francesco si era recato nelle Grotte Vaticane e aveva reso omaggio alle tombe dei Papi del secolo scorso che vi si trovano: Benedetto XV, Pio XI, Pio XII, Paolo VI, Giovanni Paolo I. L’atto di omaggio concludeva la visita di devozione alla tomba di San Pietro nella Necropoli che si trova sotto la Basilica vaticana. Nella Cappella Clementina, il luogo più vicino alla tomba del Principe degli Apostoli, il Papa aveva sostato in preghiera silenziosa.

Fonte: Radio Vaticana


Il Papa al Verano: guardiamo al tramonto della vita con speranza. Preghiera per gli immigrati morti nel deserto e in mare

Guardare al “tramonto” della propria vita “con speranza”. Un pontefice, dopo 20 anni, è tornato nel pomeriggio di ieri al Cimitero del Verano a Roma per celebrare la messa e pregare per i defunti. Papa Francesco così ha rinnovato una tradizione interrotta da Giovanni Paolo II il 1° novembre 1993. Dal Papa anche una preghiera per tutti quegli immigrati morti nel deserto o in mare. Assieme a Papa Bergoglio, tra gli altri, anche il cardinale vicario Agostino Vallini. Sentiamo Alessandro Guarasci:00:02:27:50

Già dalla mattinata di ieri, tra chi viene al Verano per trovare i propri cari e nel vicino quartiere di San Lorenzo, si percepiva la particolarità di questo momento. E molti ricordano quel 1° novembre del 1993, quando Giovanni Paolo II per l’ultima volta venne per celebrare messa nello storico cimitero romano un luogo che appunto non è solo un camposanto ma che racchiude parte della storia di Roma. Papa Francesco è stato accolto da due ali di folla, il piazzale principale del cimitero era pieno di fedeli, e proprio lì, dopo la benedizione delle tombe, ha fermato il suo pensiero su tutti quegli immigrati morti nel tentativo di guadagnare una vita migliore



“Anche vorrei pregare in modo speciale per questi fratelli e sorelle nostri che in questi giorni sono morti mentre cercavano una liberazione, una vita più degna. Noi abbiamo visto le fotografie, la crudeltà del deserto, abbiamo visto il mare dove tanti sono affogati. Preghiamo per loro”.

E una preghiera anche per quelli che si sono salvati, ora “ammucchiati” nei tanti posti di accoglienza, sperando che siano velocizzate “le pratiche legali” affinché abbiano condizioni più comode. Poco prima ripercorrendo il tema dei fedeli defunti, il Pontefice aveva detto che “oggi è un giorno di speranza”, perché “i nostri fratelli e sorelle sono alla presenza di Dio. Anche noi saremo lì, per pura grazia del Signore, se noi cammineremo sulla strada di Gesù”. “La speranza è un po’ come il lievito, che ti fa allargare l’anima; ci sono momenti difficili nella vita, ma con la speranza l’anima va avanti e guarda a ciò che ci aspetta”. D’altronde, ha ricordato il Santo Padre “i primi cristiani dipingevano la speranza con un’ancora, come se la vita fosse l’ancora gettata nella riva del Cielo, e tutti noi incamminati verso quella riva, aggrappati alla corda dell’ancora”.

Poi Papa Francesco ha elevato lo sguardo verso il cielo, un cielo di inizio novembre, dolce nei colori rossastri.

"In questo pre-tramonto d’oggi, ognuno di noi può pensare al tramonto della sua vita: “Come sarà il mio tramonto?”. Tutti noi avremo un tramonto, tutti! Lo guardo con speranza? Lo guardo con quella gioia di essere accolto dal Signore? Questo è un pensiero cristiano, che ci da pace".

Insomma, una gioia, serena, tranquilla, ancorando il Cuore alla riva di Gesù.

Fonte: Radio Vaticana

Intenzioni di preghiera del Santo Padre novembre 2013

Città del Vaticano, 31 ottobre 2013 (VIS). Di seguito riportiamo le intenzioni per il mese di novembre affidate dal Papa all'apostolato della preghiera:

Generale: "Perché i sacerdoti che sperimentano difficoltà siano confortati nelle loro sofferenze, sostenuti nei loro dubbi e confermati nella loro fedeltà".

Missionaria: "Perché le Chiese dell'America Latina, come frutto della missione continentale, mandino missionari ad altre Chiese".