4 dicembre 2013

Il Papa è stanco, salta udienza con Scola.

Padre Lombardi ha annunciato che l'incontro con il cardinale e arcivescovo di Milano si svolgerà dopo le festività natalizie.

Non c'è stato alcun incontro nella sala dell'Aula Paolo VI tra Papa Francesco e il cardinale Angelo Scola, arcivescovo di Milano, assieme ad una delegazione dell'Expo 2015, volto anche a invitare formalmente Jorge Mario Bergoglio ad una visita apostolica a Milano in occasione dell'evento che si svolgerà nel 2015 nel capoluogo lombardo.      



 «Il Papa, dopo l'udienza generale in piazza San Pietro e il saluto ai fedeli, durato quasi tre ore, ha manifestato la sua stanchezza e quindi il desiderio di rinviare questo incontro dopo il periodo natalizio, a gennaio del prossimo anno», ha riferito il portavoce del Vaticano padre Federico Lombardi, dopo che dalla sala stampa vaticana era stato ufficialmente annunciato l'incontro di Papa Francesco con il cardinale Scola, come da programma già stilato. 

Fonte: Vatican Insider

Udienza generale. Il Papa: noi risorgeremo perché Gesù è risorto

Papa Francesco, all’udienza generale di stamani in Piazza San Pietro, è tornato nella sua catechesi sull’affermazione «Credo la risurrezione della carne». “Si tratta – ha detto - di una verità non semplice e tutt’altro che ovvia, perché, vivendo immersi in questo mondo, non è facile comprendere le realtà future. Ma il Vangelo ci illumina: la nostra risurrezione è strettamente legata alla risurrezione di Gesù; il fatto che Egli è risorto è la prova che esiste la risurrezione dei morti. Vorrei allora presentare alcuni aspetti che riguardano il rapporto tra la risurrezione di Cristo e la nostra risurrezione. Lui è risorto! E perché Lui è risorto, anche noi risusciteremo!”.



“Anzitutto – ha proseguito - la stessa Sacra Scrittura contiene un cammino verso la fede piena nella risurrezione dei morti. Questa si esprime come fede in Dio creatore di tutto l’uomo - anima e corpo -, e come fede in Dio liberatore, il Dio fedele all’alleanza con il suo popolo. Il profeta Ezechiele, in una visione, contempla i sepolcri dei deportati che vengono riaperti e le ossa aride che tornano a vivere grazie all’infusione di uno spirito vivificante. Questa visione esprime la speranza nella futura “risurrezione di Israele”, cioè nella rinascita del popolo sconfitto e umiliato (cfr Ez 37,1-14)”.

Il Papa ha quindi sottolineato che “Gesù, nel Nuovo Testamento, porta a compimento questa rivelazione, e lega la fede nella risurrezione alla sua stessa persona e dice: «Io sono la risurrezione e la vita» (Gv 11,25). Infatti, sarà Gesù Signore che risusciterà nell’ultimo giorno quanti avranno creduto in Lui. Gesù è venuto tra noi, si è fatto uomo come noi in tutto, eccetto il peccato; in questo modo ci ha presi con sé nel suo cammino di ritorno al Padre. Egli, il Verbo incarnato, morto per noi e risorto, dona ai suoi discepoli lo Spirito Santo come caparra della piena comunione nel suo Regno glorioso, che attendiamo vigilanti. Questa attesa è la fonte e la ragione della nostra speranza: una speranza che, se coltivata e custodita, la nostra speranza se noi la coltiviamo e la custodiamo diventa luce per illuminare la nostra storia personale e anche la storia comunitaria. Ricordiamolo sempre: siamo discepoli di Colui che è venuto, viene ogni giorno e verrà alla fine. Se riuscissimo ad avere più presente questa realtà, saremmo meno affaticati dal quotidiano, meno prigionieri dell’effimero e più disposti a camminare con cuore misericordioso sulla via della salvezza”.

Ha poi commentato un altro aspetto: “che cosa significa risuscitare? La risurrezione - la resurrezione di tutti noi - avverrà nell’ultimo giorno, alla fine del mondo, ad opera della onnipotenza di Dio, il quale restituirà la vita al nostro corpo riunendolo all’anima, in forza della risurrezione di Gesù. E questa è la spiegazione fondamentale, perché Gesù è Risorto, noi risusciteremo. Noi abbiamo speranza nella resurrezione, perché Lui ci ha aperto la porta: ci ha aperto la porta a questa resurrezione”. E questa trasformazione – ha proseguito – “questa trasfigurazione del nostro corpo viene preparata in questa vita dal rapporto con Gesù nei Sacramenti, specialmente l’Eucaristia. Noi che in questa vita ci siamo nutriti del suo Corpo e del suo Sangue risusciteremo come Lui, con Lui e per mezzo di Lui. Come Gesù è risorto con il suo proprio corpo, ma non è ritornato ad una vita terrena, così noi risorgeremo con i nostri corpi che saranno trasfigurati in corpi gloriosi, corpi spirituali”. E a braccio ha aggiunto: “Ma questa non è una bugia! Questo è vero! Noi crediamo che Gesù è Risorto, che Gesù è vivo in questo momento. Ma voi credete che Gesù sia vivo? Che è vivo? Non credete? (rispondono: “Sì!”) Credete o non credete? (rispondono: “Sì!”) E se Gesù è vivo, voi pensate che Gesù ci lascerà morire e non ci risusciterà? No! Lui ci aspetta. E poiché Lui è risorto, la forza della sua resurrezione risusciterà tutti noi!”.

“E già in questa vita – ha detto ancora il Papa - noi abbiamo una partecipazione alla Risurrezione di Cristo. Se è vero che Gesù ci risusciterà alla fine dei tempi, è anche vero che, per un certo aspetto, con Lui già siamo risuscitati. La vita eterna incomincia già in questo momento … E già siamo resuscitati! Infatti, mediante il Battesimo, siamo inseriti nella morte e risurrezione di Cristo e partecipiamo alla vita nuova” che è la sua vita. “Pertanto, in attesa dell’ultimo giorno, abbiamo in noi stessi un seme di risurrezione, quale anticipo della risurrezione piena che riceveremo in eredità. Per questo anche il corpo di ciascuno di noi è risonanza di eternità, quindi va sempre rispettato; e soprattutto va rispettata e amata la vita di quanti soffrono, perché sentano la vicinanza del Regno di Dio, di quella condizione di vita eterna verso la quale camminiamo”. E a braccio ha concluso: “questo pensiero ci dà speranza! Siamo in cammino verso la Resurrezione. E questa è la nostra gioia: un giorno trovare Gesù, incontrare Gesù e tutti insieme, tutti insieme - non qui in Piazza, da un’altra parte - ma gioiosi con Gesù. E questo è il nostro destino!”.

Fonte: Radio vaticana

Papa Francesco telefona a un'anziana: «I miei 28 minuti con Bergoglio»

Jorge Mario Bergoglio chiama una 77enne di Robbiate: "E' stata come una specie di confessione intima. Poi mi ha chiesto di pregare per lui 'Sono un uomo come tutti gli altri'"

Robbiate, 4 dicembre 2013 - «Pronto, buona sera, scusi se la disturbo, sono Papa Francesco». Per qualche istante lei è rimasta in silenzio, combattuta tra l’incredulità e il timore che si trattasse di uno scherzo e la gioia di una chiamata inattesa. In una frazione di secondo ha tuttavia realizzato che quel numero sono in pochi ad averlo e che l’unica persona a cui lo aveva dato oltre ai familiari era appunto il Papa.

La voce calma e suadente e l’accento inconfondibile inoltre hanno definitivamente sgomberato i dubbi per convicerla che veramente dall’altro capo della cornetta si trovava Jorge Mario Bergoglio, il successore di Pietro. 



A ricevere la telefonata è stata una 77enne di Robbiate, che all’inizio di novembre ha scritto a Sua Santità per raccontarle di sè, della sua famiglia, delle gioie, delle speranze, delle difficoltà quotidiane. «Caro Papa, sono una signora di Robbiate, un piccolo paesino in provincia di Lecco. Mi scuso subito per gli errori che sicuramente farò; sa, sono andata a scuola ormai 60 anni fa», cominciava la missiva.

E una settima dopo, il 10 novembre alle 20.32 in punto, una data e un’ora che non dimenticherà mai più, il suo cellulare è squillato. «Ci speravo che mi contattasse, intimamente ci confidavo, ma non avrei mai immaginato che ciò potesse succedere e propria a me, invece...».

La pensionata non vuole rivelare il contenuto né del suo scritto, né della conversazione. Si tratta di vicende personali, soprattutto sarebbe un poco come tradire la fiducia che il capo della Chiesa cattolica ha riposto in lei.

«E' stata come una specie di confessione intima - si limita a riferire -. Gli ho parlato di me stessa, della mia vita, della mia fede, di tutti i doni che ho ricevuto, i figli, mio marito. Ci siamo intrattenuti a lungo a parlare del futuro e dei nostri giovani. Mi ha regalato molta serenità e sicurezza, una sensazione indescrivibile». Solo alle 21 inoltrate si sono salutati con affetto, quando Francesco si è scusato perché una suora lo stava avvisando che era pronta la cena e che quindi doveva lasciarla per andare a tavola a mangiare.

L’unico particolare che può divulgare è che il Papa le ha chiesto di pregare per lui. «Prega per me per favore, anche io ne ho bisogno perché sono un uomo come tutti», mi ha chiesto. Io lo farò, dovremmo farlo tutti, non solo lui per noi».

È stata invitata anche a Roma. Avrebbe dovuto incontrarlo in udienza privata il sabato successivo, ma l’emozione del momento dopo la telefonata con il Papa le ha giocato un brutto scherzo, ha compreso male il giorno e si è presentata in Vaticano domenica, 24 ore più tardi. 
«Ma abbiamo concordato un nuovo appuntamento e presto potrò finalmente vederlo di persona».

Fonte: Il Giorno