All'Angelus Francesco prega e fa pregare i fedeli per le vittime del tifone nelle Filippine. E ricorda la Notte dei Cristalli
ANDREA TORNIELLI
CITTÀ DEL VATICANO
«L'amore di Dio non è a tempo limitato, è per sempre. Lui è fedele per sempre, ci aspetta e accompagna ognuno di noi con questa fedeltà eterna». Lo ha detto Francesco prima dell'Angelus. Il Papa ha ricordato le vittime del tremendo tifone che ha provocato diecimila morti nelle Filippine, chiedendo a tutti i fedeli di pregare prima in silenzio e poi con un'«Ave Maria». Infine ha ricordato l'anniversario della «Notte dei Cristalli», durante la quale nel novembre 1938 le violenze contro gli ebrei, «le sinagoghe, le abitazioni, i negozi segnarono un triste passo verso la tragedia della Shoah».
Nella catechesi, il Papa ha ricordato il Vangelo del giorno, dov'è presentato il dialogo tra Gesù e i sadducei che negavano la risurrezione e cercavano di metterlo in difficoltà ridicolizzando questa fede. Gesù «sempre mite e paziente, per prima cosa risponde che la vita dopo la morte non ha gli stessi parametri di quella terrena». Ma poi «passa, per così dire, passa al contrattacco», citando la Sacra Scrittura, «con una semplicità e un’originalità che ci lasciano pieni di ammirazione». La prova della risurrezione «Gesù la trova nell’episodio di Mosè e del roveto ardente, là dove Dio si rivela come il Dio di Abramo, di Isacco e di Giacobbe. Il nome di Dio è legato ai nomi degli uomini e delle donne con cui si lega, e questo legame è più forte della morte».
E il «legame decisivo, l’alleanza fondamentale è quella con Gesù: Lui stesso è l’Alleanza, Lui stesso è la vita e la risurrezione, perché con il suo amore crocifisso ha vinto la morte». Francesco ha spiegato Dio dona a tutti la vita eterna. «La vita che Dio ci prepara non è un semplice abbellimento di quella attuale: essa supera la nostra immaginazione, perché Dio ci stupisce continuamente con il suo amore e con la sua misericordia. Pertanto, ciò che accadrà - ha spiegato il Papa - è proprio il contrario di quanto si aspettavano i sadducei. Non è questa vita a fare da riferimento all’eternità, ma è l’eternità a illuminare e dare speranza alla vita terrena di ciascuno di noi! Se guardiamo solo con occhio umano, siamo portati a dire che il cammino dell’uomo va dalla vita verso la morte».
Gesù invece «capovolge questa prospettiva e afferma che il nostro pellegrinaggio va dalla morte alla vita: la vita piena! Quindi la morte sta dietro, alle spalle, non davanti a noi. Davanti a noi sta il Dio dei viventi, che porta il mio nome, il tuo nome, il nostro nome. Sta la definitiva sconfitta del peccato e della morte, l’inizio di un nuovo tempo di gioia e di luce senza fine».
«L'amore di Dio non è a tempo illimitato - ha aggiunto a braccio il Papa - è per sempre, lui è fedele per sempre e ci aspetta, accompagna ognuno di noi con questa sua fedeltà eterna».
Il Papa ha quindi ricordato che questo pomeriggio, a Paderborn, in Germania, viene proclamata Beata Maria Teresa Bonzel, fondatrice delle Povere Suore Francescane dell’Adorazione Perpetua. Quindi ha pregato per le vittime del tifone. «Desidero assicurare la mia vicinanza alle popolazioni delle Filippine e di quella regione, che sono state colpite da un tremendo tifone. Purtroppo le vittime sono molte e i danni enormi - ha detto Francesco - Preghiamo per questi nostri fratelli e sorelle, e cerchiamo di far giungere ad essi anche il nostro aiuto concreto». Francesco ha chiesto a tutti una preghiera silenziosa, e quindi ha fatto recitare un'«Ave Maria» ai fedeli in piazza San Pietro.
Francesco ha quindi parlato del «settantacinquesimo anniversario della cosiddetta “Notte dei cristalli”: le violenze della notte tra il 9 e il 10 novembre 1938 contro gli ebrei, le sinagoghe, le abitazioni, i negozi segnarono un triste passo verso la tragedia della Shoah. Rinnoviamo la nostra vicinanza e solidarietà al popolo ebraico - ha aggiunto - e preghiamo Dio affinché la memoria del passato, la memoria dei peccati passati, ci aiuti ad essere sempre vigilanti contro ogni forma di odio e di intolleranza».
Infine, Bergoglio ha ricordato la Giornata del Ringraziamento, esprimendo vicinanza
al mondo agricolo, «specialmente ai giovani che hanno scelto di lavorare la terra», incoraggiando «quanti si impegnano perché a nessuno manchi un’alimentazione sana e adeguata».
Fonte: Vatican Insider

