21 dicembre 2013

Folla e commozione al Bambin Gesù Papa Francesco visita i piccoli pazienti

Accolto da una folla di centinaia di persone, il Pontefice ha visitato il pronto soccorso e alcuni reparti critici in cui si trovano ricoverati bambini in terapia intensiva o in respirazione assistita.

Una visita di Natale al Bambin Gesù per salutare e benedire i piccoli pazienti ricoverati nell'ospedale pediatrico in cima al Gianicolo. Papa Francesco è stato accolto nel piazzale da una folla festosa e commossa. Ad attenderlo, oltre a un gruppo di bambini dall'Etiopia, dalla Cina, dalla Libia e dall'Ecuador, il presidente del Bambino Gesù, Giuseppe Profiti, la duchessa Maria Grazia Salviati, della famiglia fondatrice dell'ospedale che nel 1924 fu donato alla Santa Sede, il segretario di Stato Vaticano monsignor Pietro Parolin e il suo predecessore, cardinal Tarcisio Bertone.

Il Pontefice è entrato in auto, l'ormai famosa utilitaria, da Piazza Sant'Onofrio fino al piazzale del Dipartimento di Emergenza e Accettazione (Dea) dell'ospedale pediatrico. Il gruppo di bambini gli ha subito donato un piccolo oggetto a forma di cuore, simbolo della campagna sociale dell'ospedale per il rinnovamento della Terapia Intensiva Cardiochirurgica, un album di disegni realizzati dai pazienti e un bouquet di rose bianche in onore di Santa Teresa di Gesù Bambino, da deporre ai piedi della "Madonnina" del Dea.










Fonte: Repubblica

Natale è pregare anche per i nemici, le chiacchiere non sono cristiane.

Il Papa ha incontrato i ragazzi dell’Azione Cattolica Italiana.: “Vi ringrazio di essere venuti a portarmi gli auguri di Natale a nome dell’A.C.R. e di tutta l’Azione Cattolica Italiana, che qui è rappresentata dai responsabili adulti che vi hanno accompagnato”, ha detto il Papa: “Anch’io faccio tanti auguri a voi, ai vostri cari, ai vostri amici e all’intera Associazione”. “L’Azione Cattolica Ragazzi - ha sottolineato - è una bella realtà, diffusa e operante in quasi tutte le diocesi d’Italia. Vi incoraggio ad essere sempre nella Chiesa ‘pietre vive’, per edificare la Chiesa, unite a Gesù. L’Azione Cattolica senza Gesù non serve – ha osservato - È una ong; ce ne sono tante”. Occorre “essere pietre vive unite a Gesù”.



“Ho sentito che il vostro cammino di quest’anno – ha proseguito Papa Francesco - vuole farvi scoprire Gesù come presenza amica” nella vostra vita. “Lo slogan lo dice bene: ‘Non c’è gioco senza Te’. Ecco, il Natale è proprio la festa della presenza di Dio che viene in mezzo a noi per salvarci. La nascita di Gesù non è una favola! E’ una storia realmente accaduta, a Betlemme, duemila anni fa. La fede ci fa riconoscere in quel Bambino, nato da Maria Vergine, il vero Figlio di Dio, che per amore nostro si è fatto uomo. Nel volto del piccolo Gesù contempliamo il volto di Dio, che non si rivela nella forza, nella potenza, ma nella debolezza e nella fragilità di un neonato. Così è il nostro Dio; si avvicina tanto in un bambino. Questo Bambino mostra la fedeltà e la tenerezza dell’amore sconfinato con cui Dio circonda ciascuno di noi. Per questo facciamo festa a Natale, rivivendo la stessa esperienza dei pastori di Betlemme e insieme a tanti papà e mamme che si affaticano ogni giorno affrontando parecchi sacrifici; insieme ai piccoli, ai malati, ai poveri facciamo festa. Ma perché è la festa dell’incontro di Dio con noi in Gesù”.

Quindi ha ricordato ai ragazzi che Gesù vuole loro bene, “vuole essere amico di tutti i ragazzi!”. “Se ne siete convinti – ha proseguito - sicuramente saprete trasmettere la gioia di questa amicizia dappertutto: a casa, in parrocchia, a scuola, con gli amici”. E a braccio ha domandato: “E con i nemici, con quelli che non ci vogliono bene? Cosa si deve fare? Chi me lo sa dire? Cosa si deve fare? Fare la guerra? Forte, forte. Ecco: pregare per loro! Perché sia vicino a Gesù; essere buono con loro. E si deve fare quello! La vicinanza … E saprete testimoniarlo comportandovi da veri cristiani: pronti a dare una mano a chi ha bisogno”. Poi, di nuovo ha chiesto: “E se quello che non ti vuole bene ha bisogno di qualcosa, tu gli darai una mano? Eh, non siete sicuri, no? Sì! Senza giudicare gli altri, senza parlare male. È brutta la gente che parla male dell’altro. Le chiacchiere sono cristiane o no? No! Chiacchierare è una preghiera? … No! Chiacchierare è una cosa cattiva. Mai si deve fare. E dobbiamo cominciare da adesso: mai chiacchierare … Avanti così! Allora buon cammino, sempre uniti a Gesù. Vi affido alla Madonna. Vi benedico insieme con i vostri familiari, gli educatori, gli assistenti e tutti gli amici dell’Azione Cattolica. Ragazzi, buon Natale e pregate per me!”.

Fonte: Radio Vaticana

20 dicembre 2013

Papa Francesco scrive all'autore dei versi per ringraziarlo.

Castelplanio (Ancona), 19 dicembre 2013 – Quando ha ricevuto la comunicazione di Papa Francesco per poco non cadeva a terra dall’emozione. L’ha letta e riletta e ha guardato la foto autografata del Santo Padre. E l’ha fatta vedere alla moglie chiedendole se era proprio vero. Il Papa ha letto le poesie a lui dedicate all’interno del libro 'I Palloni de Castello' e, tramite la Segreteria di Stato, ha ringraziato esprimendo la sua riconoscenza e gli ha inviato la santa benedizione oltre a una foto con tanto di autografo.

Aldo Calderigi, poeta naif castelplanese, qualche giorno fa ha pubblicato il suo terzo libro di poesie rigorosamente in vernacolo. Il teatro comunale strapieno di pubblico, autorità locali, addetti ai lavori e c'era anche lo storico Riccardo Ceccarelli che aveva scritto la prefazione del libro. Ma che Calderigi, con la collaborazione dello studio Creative Project che ha curato tutti i suoi libri, avesse mandato le poesie al Papa era rimasto rigorosamente top secret.

19 dicembre 2013

Papa Francesco: Attesa al Bambino Gesù per la visita del Papa

Il 21 dicembre l’incontro con i piccoli ricoverati. Il presidente dell’ospedale pediatrico, Giuseppe Profiti: «Per loro è il più bel regalo di Natale». Si prevede la presenza di almeno 4mila persone

18 dicembre 2013

Il Papa festeggia il compleanno con tre clochard

Papa Francesco ha voluto festeggiare il suo 77esimo compleanno con tre clochard e il personale della Domus Santa Marta dove risiede. La celebrazione è avvenuta in  "un clima particolarmente familiare" ha voluto precisare la Santa Sede, in una nota. Nelle foto l'incontro con tre  dei senzatetto.



Fonte: Repubblica


Benedetto XVI e la «stessa linea teologica» di Francesco

Manfred Lütz, che conosce Ratzinger da oltre trent'anni e l'ha visitato nei giorni scorsi, rivela: si ritiene in sintonia teologica con il successore.

Nel dibattito sulla continuità e discontinuità tra i pontificati di Benedetto e Francesco - che appassiona molto gli addetti ai lavori - si aggiunge un nuovo e significativo contributo. Lo ha portato il professor Manfred Lütz, psicologo e teologo tedesco, amico e collega di Ratzinger, che in una recente intervista con CNA  ha detto di essere ancora in contatto con il Papa emerito di averlo incontrato di recente.



Lütz ha rivelato: Ratzinger mi ha detto di «non aver lasciato il servizio di Pietro, ma di vivere questo servizio in un'altro modo». Lui lo vive «pregando, e questo è un aspetto importante del ministero di Pietro». Il professore tedesco dice che Benedetto XVI è «vecchio fisicamente, ma mentalmente efficiente».

E aggiunge che il Papa emerito e Papa Francesco hanno una «visione coincidente» ad esempio sul fatto che la Chiesa non deve mondanizzarsi, non deve essere coinvolta nel potere mondano. «Benedetto ci ha spiegato - afferma Lütz  - di avere anche l'impressione di essere teologicamente nella stessa linea di Papa Francesco».


In effetti, se si va al di là di certi dibattiti autoreferenziali su continuità e discontinuità - che si focalizzano sui modelli di bastone pastorale, sul colore delle scarpe e altre varie amenità, e dimenticano che sempre la successione dei vescovi di Roma è stata caratterizzata da entrambi gli elementi (se la continuità assoluta fosse un dogma, il Papa dovrebbe fare il pescatore in Galilea) - si
possono scoprire elementi comuni e visioni coincidenti.


Come non ricordare, ad esempio, le parole chiare (presto archiviate e dimenticate) di Ratzinger contro il carrierismo ecclesiastico? O quelle - da lui dette in Portogallo nel 2010 -sulla necessità di ripartire dall'annuncio di fede perché nel mondo contemporaneo l'insistenza sui valori non basta? O ancora, lo sguardo sulla Chiesa come realtà irriducibile a qualsiasi concezione «aziendalista» e fondata su piani, progetti e strategie umane?


Non stupisce dunque che «teologicamente» Benedetto XVI avverta questa sintonia, pur nelle innegabili differenze di temperamenti, provenienze e storie personali che caratterizzano il mite professore bavarese e il vescovo «prete di strada» venuto «dalla fine del mondo».

Fonte: Vatican Insider