Nonostante la pioggia, piazza San Pietro era gremita stamane da una folla di famiglie festanti arrivate per far benedire i loro 'bambinelli'. Ad accoglierli nella Basilica vaticana è stato il cardinale Angelo Comastri, vicario generale del Papa per la Città del Vaticano, che ha celebrato la Messa per tutti i partecipanti a questo tradizionale momento natalizio, promosso dal Centro Oratori Romani. Ascoltiamo un passaggio della sua omelia, nel servizio di Marina Tomarro:
15 dicembre 2013
Pietro Valsecchi girerà un film su papa Francesco
Dalla casetta del Mulino Bianco alla Santa Sede.Antonio Banderas sarà papa Francesco nel film di Pietro Valsecchi.
Dopo aver assaporato il successo del suo ultimo film, Sole a catinelle , interpretato da Checco Zalone, Pietro Valsecchi ha annunciato l'intenzione di produrre un film su Jorge Maria Bergoglio nel periodo circoscritto al suo impegno per aiutare i desaparecidos in Argentina.
Siamo negli anni 1976-79 e la dittatura di Vileda mieteva vittime nella popolazione argentina trovando molto opportuno e conveniente farle addirittura scomparire. Papa Bergoglio , in quegli anni è un giovane prete gesuita di 40 anni che molto si prodigò per sottrarre potenziali vittime a sequestri e arresti.
L'ispirazione di Valsecchi nasce anche dalla lettura del libro scritto da Evangelina Himitian, " Francesco- il papa della gente", vaticanista argentina amica della famiglia Bergoglio.
Il suo libro, oltre a regalarci una visione familiare e umana di papa Bergoglio , è anche una testimonianza del suo impegno profuso negli anni difficili della dittatura in contrasto con chi lo descrive conservatore e anche sostenitore del regime di Vileda.
Il film sarà girato in inglese, onde favorirne un'ampia distribuzione, per la versione cinematografica mentre la miniserie televisiva sarà trasmessa in soltanto due puntate.
Pietro Valsecchi ha dichiarato la sua preferenza per il ruolo protagonista per l'attore spagnolo Antonio Banderas, attualmente penalizzato dalle case cinematografiche. Una grande occasione per Antonio Banderas eccellente interprete, oltre a numerosi personaggi, di Zorro, emblema del trionfo dell'uomo buono e generoso. Certo ora l'impegno è ancora più arduo ma anche gratificante nella sua misticità.
Ma la figura e la vita di papa Bergoglio è negli interessi e desideri anche di Claudia Mori che vorrebbe realizzare, con la sua casa di produzione, una fiction televisiva con un attore italiano.
Chi potrebbe essere il nostro papa Francesco?
Fonte: Blasting news
14 dicembre 2013
L'abbraccio di Papa Francesco ai bambini del Dispensario pediatrico Santa Marta.
Papa Francesco ha visitato questa mattina il Dispensario pediatrico “Santa Marta” in Vaticano. Quindi, in Aula Paolo VI, ha incontrato i bambini assistiti dal Dispensario con le loro famiglie e i volontari che, ogni giorno, prestano servizio nella struttura caritativa affidata alle Figlie della Carità di San Vincenzo de’ Paoli. I bambini hanno fatto una sorpresa al Papa con una piccola festa anticipata per il suo 77.mo compleanno che cade il 17 dicembre, regalandogli una torta e un maglione. “Vi ringrazio per questa visita – ha detto il Papa nel suo breve saluto - Ringrazio per l’amore che voi avete, la gioia di questi bambini, i doni, la torta… Che era bellissima! Dopo vi dirò se è buona o no! Grazie tante! Che il Signore vi benedica!”. Poi ha salutato i bambini, con affetto, uno per uno.
In precedenza avevano salutato il Papa Suor Antonietta Collacchi, responsabile del Dispensario Santa Marta, e una mamma peruviana. Suor Antonietta ha ricordato che “il Dispensario Santa Marta ha una lunga storia, fatta di oltre 90 anni di solidarietà concreta, spesa a servizio di quelle persone che troppo spesso sembrano invisibili agli occhi del mondo. Dall’8 maggio 1922 – quando la struttura nasce con la benedizione di Papa Pio XI, all’indomani della fine della prima guerra mondiale, e viene affidata alle suore Figlie della Carità di San Vincenzo de Paoli – fino ad oggi abbiamo assistito migliaia di bambini, insieme con le loro famiglie. Il nostro Dispensario fornisce assistenza medica, sostegno psicologico e assicura generi di prima necessità con la distribuzione di latte, pannolini, carrozzine, alimenti, abbigliamento, giocattoli. I bambini sono sottoposti a controlli periodici e consultazioni specialistiche sono previste anche per le loro mamme”. “Questa sinfonia di amore – ha proseguito la religiosa - è resa possibile grazie al lavoro volontario dei medici – pediatri, ginecologi, ecografisti, dermatologi, dentisti – e dei tanti operatori che offrono tempo, passione, tenerezza. La Divina Provvidenza non ci fa mancare il suo sostegno, moltiplicando ogni giorno, nelle nostre mani, la carità. Le nostre giornate sono scandite dalla gioia dell’essere cristiani, dalla luminosità di un sorriso e dal calore della riconoscenza e questo ci permette di poter ripetere – con la solidità dell’esperienza – alcune sue parole: “Il vero potere è il servizio”, per un cristiano “progredire” significa “abbassarsi”, come ha fatto il Figlio di Dio. In questa prospettiva, noi lavoriamo per globalizzare la solidarietà e l’amore, invece dell’indifferenza e dell’egoismo. In questo tempo di Avvento, gravido di speranza per l’arrivo del Messia, una volta in più volgiamo lo sguardo verso una famiglia in difficoltà, abbandonata dagli uomini al suo destino, ma vediamo soprattutto la fiducia nella volontà del Padre Celeste e coltiviamo la consapevolezza che nei suoi disegni è impresso il tocco di un artista che compie un capolavoro”.
E’ stata poi la volta di Elisabetta, peruviana, mamma di un bambino – ha detto – “seguito con amore dal Dispensario, fin da quando aveva meno di un anno. Siamo felici che questa mattina sei qui con tutti noi del Dispensario Santa Marta. La tua presenza, Santo Padre – ha proseguito - ci sorprende e ci regala sempre momenti di tenerezza e di gioia. Che cosa dire del tuo sorriso? E’ così sorprendente che arriva al cuore di tutti, donandoci tantissima pace. Sappiamo quanto amore hai verso i bambini, specie verso quelli che hanno più bisogno. Al Dispensario ci sentiamo particolarmente privilegiati perché sappiamo di essere nel tuo cuore e nella tua mente. E siamo contenti perché, ogni giorno, ci aiuti ad incontrare Gesù. Caro Papa Francesco, questi nostri bambini ricevono oggi il più bel regalo di Natale che potessero immaginare: il tuo sorriso, una tua carezza, un tuo abbraccio”.
Fonte: Radio Vaticana
Inaugurato l'albero di Natale in Piazza San Pietro. Il Papa: segno di Gesù, luce del mondo.
E' stato inaugurato ieri pomeriggio in Piazza San Pietro il tradizionale albero di Natale che ogni anno viene donato al Papa da una regione diversa. Quest'anno l'abete proviene dalla Baviera. E ieri mattina Papa Francesco ha ricevuto una delegazione del Land tedesco: anche oggi - ha detto il Pontefice - Gesù viene a dissipare le tenebre del mondo con la sua luce.
Il servizio di Alessandro De Carolis:
Sette tonnellate abbondanti di rami verdi che svettano appuntendosi verso il cielo, a indicare l’origine della “grande luce” che da duemila anni mostra al mondo una strada di speranza e salvezza. Il maestoso Albero di Natale bavarese che illuminerà per tutte le feste Piazza San Pietro ha questo significato e Papa Francesco lo ha sottolineato alle circa 350 persone che proprio dalla Baviera hanno voluto raggiungere Roma per fare corona a quella che è da tanti anni una tradizione natalizia vaticana:
“A Natale riecheggia in ogni luogo il lieto annuncio dell’angelo ai pastori di Betlemme: ‘Oggi, nella città di Davide, è nato per voi un Salvatore, che è Cristo Signore’ Quei pastori – dice il Vangelo – furono avvolti da una grande luce. Anche oggi Gesù continua a dissipare le tenebre dell’errore e del peccato, per recare all’umanità la gioia della sfolgorante luce divina, di cui l’albero natalizio è segno e richiamo”.
Era dal 1984 che un abete natalizio proveniente dalla Germania non campeggiava in Piazza San Pietro. Nella fattispecie, l’albero monumentale proviene dal comune di Waldmünchen, nell’Alto Palatinato, insieme al quale la delegazione bavarese ha fatto giungere altri alberi più piccoli, che orneranno vari ambienti della Città del Vaticano:
“Con questi doni, tanto graditi, voi avete voluto manifestare la vicinanza spirituale e l’amicizia che legano la Germania tutta, e in particolare la Baviera, alla Santa Sede, nel solco della tradizione cristiana che ha fecondato la cultura, la letteratura e l’arte della vostra Nazione e dell’Europa intera”.
Come accade ormai da alcuni anni, il legno dell’Albero di Natale sarà utilizzato per la creazione di piccoli oggetti di uso quotidiano e di giocattoli da destinare ai bambini di famiglie indigenti.
Fonte: Radio Vaticana
13 dicembre 2013
«L'auto era bloccata nel traffico e il Papa voleva proseguire a piedi»
Il capo dei gendarmi vaticani Giani racconta ciò che accadde in Brasile quando il corteo papale sbagliò strada. È uno degli inediti contenuti del Tg2 Dossier su Francesco in onda sabato 14 dicembre alle 23.30
Chi non ricorda la Fiat Idea di Francesco bloccata nel traffico di Rio, lo scorso luglio, e quasi travolta dall'entusiasmo della folla? Furono momenti di grande allarme per la sicurezza del Papa. «Eppure il primo istinto del Papa fu quello di dire: scendo e proseguo a piedi». È Domenico Giani, il comandante della gendarmeria vaticana, a raccontare per la prima volta, in tv, questo e altri episodi della sua intensa esperienza di «angelo custode» del Papa argentino. «In realtà - dice Giani - la percezione che ebbero di quei momenti le persone che seguivano in televisione l'arrivo di Francesco in Brasile fu più drammatica di quella vissuta dal Papa e dagli uomini della scorta».
Il responsabile della sicurezza vaticana nega di aver mai messo mano alla pistola, come fu detto in alcune telecronache. «Successe semplicemente che il battistrada aveva sbagliato strada, imboccando un controviale... Dovemmo affrontare una situazione difficile ma il Papa rimase tranquillo, tant'è che io stesso mentre la macchina era bloccata, potei porgergli un bambino da baciare, attraverso il finestrino che Francesco aveva abbassato».
La testimonianza di Giani è inserita nel Tg2 dossier «Francesco, papa tra la gente» che sarà trasmesso sabato 14 dicembre alle 23.30 su Raidue (peccato, ancora una volta, l'orario penalizzante quasi per nottambuli). È firmato da Lucio Brunelli, fotografia di Franco Trifoni e Massimo Pinzauti, montaggio di Laura Sacripanti. Lo speciale, in 45 minuti, ripercorre le immagini, i gesti e le parole più significative dei primi nove mesi del pontificato, a pochi giorni dal compleanno di Bergoglio, che martedì 17 dicembre compie 77 anni.
«Papa tra la gente», ma anche Papa dei lontani, perché proprio alle persone più lontane dalla Chiesa Francesco sembra rivolgersi con particolare premura «missionaria» e con il suo messaggio di misericordia da quando è stato eletto vescovo di Roma. «E proprio le persone lontane sembrano amarlo, forse più, anche se questo sembra paradossale - afferma Brunelli nel Tg2 dossier - di un certo apparato ecclesiastico e di alcuni ambienti cattolici tradizionalisti».
Nel Tg2 dossier non mancano immagini inedite, come quelle che mostrano l'ordinazione episcopale di un ancora giovane Bergoglio. E testimonianze mai ascoltate, come quella di Cesare Cuppone, uno degli operatori del centro televisivo vaticano che seguono da vicino ogni immersione del Papa tra la folla di fedeli e ammalati. «È un'esperienza comune a tutti i parroci - racconta padre Pepe, uno dei parroci delle favelas di Buenos Aires più legati a Bergoglio - ricevere gente che ci dice: torno alla Chiesa grazie a Papa Francesco. Questo è il vero rinnovamento, un fenomeno spirituale, non se il Papa cambia uno della Curia o licenzia tutta la Curia, ma gente che si accosta a Dio». Padre Pepe racconta di aver ritrovato in Francesco la stessa semplicità, lo stesso sguardo di fede del cardinale Bergoglio «ma di nuovo - dice - lo vedo con molta energia, molta allegria, è come se fosse ringiovanito, dimostrasse meno anni».
Il curatore del Dossier, vaticanista del Tg2, nei giorni scorsi è stato insignito del premio dedicato alla memoria di Giuseppe De Carli per uno speciale, un «ritratto inedito» di Benedetto XVI andato in nel gennaio scorso. Grazie a immagini e testimonianze inedite, Brunelli aveva proposto un ritratto molto lontano dal cliché nel quale spesso Ratzinger è stato rinchiuso.
Fonte: Vatican Insider
Scopri il senso cristiano dell'albero di Natale.
L’immagine dell’albero come simbolo del rinnovarsi della vita è un popolare tema pagano, presente sia nel mondo antico che medioevale. La derivazione dell’uso moderno della tradizione dell’albero di Natale, tuttavia, non è stata provata con chiarezza. Sicuramente questa usanza risale alla Germania del XVI secolo. Ma esiste una leggenda che risale a molti secoli prima. Una storia, infatti, lega l’albero di Natale a San Bonifacio, il santo nato in Inghilterra intorno al 680 e che evangelizzò le popolazioni germaniche. Si narra che Bonifacio affrontò i pagani riuniti presso la “Sacra Quercia del Tuono di Geismar” per adorare il dio Thor. Il Santo, con un gruppo di discepoli, arrivò nella radura dov’era la “Sacra Quercia” e, mentre si stava per compiere un rito sacrificale umano, gridò: «questa è la vostra Quercia del Tuono e questa è la croce di Cristo che spezzerà il martello del falso dio Thor». Presa una scure cominciò a colpire l’albero sacro. Un forte vento si levò all’improvviso, l’albero cadde e si spezzò in quattro parti.Dietro l’imponente quercia stava un giovane abete verde. .San Bonifacio si rivolse nuovamente ai pagani: «Questo piccolo albero, un giovane figlio della foresta, sarà il vostro sacro albero questa notte.
È il legno della pace, poiché le vostre case sono costruite di abete. È il segno di una vita senza fine, poiché le sue foglie sono sempre verdi. Osservate come punta diritto verso il cielo. Che questo sia chiamato l’albero di Cristo bambino; riunitevi intorno ad esso, non nella selva, ma nelle vostre case; là non si compiranno riti di sangue, ma doni d’amore e riti di bontà».. Bonifacio riuscì a convertire i pagani e il capo del villaggio mise un abete nella sua casa, ponendo sopra ai rami delle candele.Tra i primi riferimenti storici alla tradizione dell’albero di Natale, la scienza, attraverso l’etnologo Ingeborg Weber-Keller, ha identificato una cronaca di Brema del 1570 che racconta di un albero decorato con mele, noci, datteri e fiori di carta. Ma è la città di Riga, capitale della Lettonia, a proclamarsi sede del primo albero di Natale della storia: nella sua piazza principale si trova una targa scritta in otto lingue, secondo cui il “primo albero di capodanno” fu addobbato nella città nel 1510.. L’usanza di avere un albero decorato durante il periodo natalizio si diffuse nel XVII secolo e agli inizi del secolo successivo era già pratica comune in tutte le città della Renania.Per molto tempo la tradizione dell’albero di Natale rimase tipica delle regioni protestanti della Germania e solo nei primi decenni del XIX secolo si diffuse nei paesi cattolici. A Vienna l’albero di Natale apparve ufficialmente nel 1816, per volere della principessa Henrietta von Nassau Weilburg, mentre in Francia fu importato dalla duchessa di Orléans nel 1940.
Oggi la tradizione dell’albero di Natale è universalmente accettata anche nel mondo cattolico. Papa Giovanni Paolo II lo introdusse nel suo pontificato facendo allestire, accanto al presepe, un grande albero di Natale proprio in piazza San Pietro.
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