20 novembre 2013

Papa Francesco telefona a suora che gli spedì le foto dei bimbi morti di cancro

«Il Papa, il Papa al telefono!». Un urlo che si è trasformato quasi in accorata invocazione, scivolando veloce come un richiamo per tutto il corridoio. Le sette consorelle di suor Teresa l’avvertono ancora come un’eco presente quel grido che, raccontano, giovedì scorso ha squarciato l’aula della quinta elementare della comunità delle Figlie di Sant’Anna, in via Matteotti, a Casal di Principe. «Ero in classe, a metà mattinata, quando squilla il telefonino — racconta suor Teresa, la madre superiore che assieme alle cartoline dei bambini morti di cancro della Terra dei Fuochi aveva spedito anche un messaggio con il suo numero di cellulare a Papa Francesco — . Faccio: ‘‘Pronto, chi è?’’. E dall’altra parte, una voce santa mi fa: ‘‘Sono il Papa, Papa Bergoglio’’. Stavo quasi per svenire. Ricordo soltanto che i bambini si sono accorti della telefonata del Pontefice e hanno incominciato a urlare, a gridare tutta la loro felicità. Io pensavo ad uno scherzo, invece era davvero Francesco. Mi ha benedetto. Ci ha ringraziato. E io sono rimasta esterrefatta, andando incontro alle mie sorelle».



Benché siano trascorsi alcuni giorni dalla improvvisa telefonata del Pontefice a suor Teresa delle Figlie di Sant’Anna nella scuola di Casal di Principe, la notizia si è propagata grazie ai genitori degli allievi della quinta elementare che hanno raccolto l’emozionata testimonianza dei loro figlioli. «Se fosse stato per noi — concludono le suore — non l’avremmo raccontato a nessuno. Ma i bambini, sa come sono fatti i bambini? Hanno raccontato tutto a casa». Don Maurizio Patriciello, il parroco di Caivano che si batte contro il biocidio nella Terra dei fuochi, ha commentato anche lui visibilmente emozionato: «Abbiamo inviato centocinquantamila cartoline con i volti dei bambini morti di cancro. Suor Teresa è rimasta sorpresa dalla telefonata del Papa. Poi ha capito, si è ripresa e lo ha salutato, ha creduto di svenire in mezzo ai suoi alunni, che non appena hanno compreso chi fosse l’interlocutore della loro maestra, hanno cominciato a fare festa, volevano salutare tutti il Papa. E suor Teresa è ancora emozionata per quella telefonata, nella quale il Santo Padre ha mostrato tutta la preoccupazione per i bambini di questo territorio. Le ha detto che era ben informato su quanto accade, purtroppo, dalle nostre parti». Don Maurizio, che sabato scorso ha capeggiato il corteo dei 70 mila a Napoli a difesa della vita, ennesima tappa di un lungo cammino di protesta e di sensibilizzazione sui delicatissimi temi ambientali, adesso accarezza un altro, grande desiderio: «Spero che Papa Francesco accetti l’invito a visitare la Terra dei Fuochi — confessa — per portare la propria compassione in questi territori martoriati dalla camorra anche dal punto di vista ambientale. Se non può venire spero che parli di queste terre da San Pietro — spiega —. Io ho il telefonino sempre acceso, anche di notte, nella speranza di essere contattato dalla Santa Sede per spiegare personalmente al Santo Padre cosa succede qui. Troppi i morti, purtroppo anche tra i bambini». Ora l’attenzione politica e delle istituzioni è tutta concentrata sulla necessità delle bonifiche e sulla priorità di provvedimenti legislativi adeguati a fronteggiare l’emergenza ambientale in Campania, in particolare tra le province di Napoli e Caserta. 
«Sulla bonifica della Terra dei fuochi ci aspettiamo che siano accelerati i tempi — ha auspicato il presidente della Regione Campania, Stefano Caldoro — c’è una comunità che si vuole riscattare intorno al tema dell’ambiente. Ricordo di essere stato il consigliere regionale che ha voluto l’assessorato all’ambiente e vengo da un partito, il Psi - ha concluso - che ha fatto nascere il ministero dell’ambiente». Mentre la ministra delle Politiche agricole, NUnzia De Girolamo, ha ribadito che «con i ministri della Giustizia, Alfano, e quello della Difesa, Mauro, stiamo valutando l’arrivo dell’esercito non per militarizzare la Campania, ma per aiutare la regione a perimetrare e circoscrivere il pericolo. Devo evitare speculazioni, individuare le zone no food e garantire il made in Campania».

Fonte: Corriere del mezzogiorno

19 novembre 2013

"Misericoridina"? Ecco come è nata l'idea

“Misericordina” (misericordium) 59 granuli per il cuore. 50% Corona Divinae Misericordiae e 50% Imago Iesu Misericordis. La scatoletta è bianca con il disegno di un cuore umano con le spine e una diagramma dei batti del cuore. Dentro il foglio con le istruzioni per l’uso. Così, in forma di medicina e’ stato riproposto dai seminaristi di Danzica, in Polonia il messaggio sulla Divina Misericordia. E stamattina all’Angelus in Piazza San Pietro la “medicina polacca” e’ stata distribuita ai fedeli. E’ una iniziativa alla vigilia della chiusura dell’Anno della Fede con un invito a rivolgersi per i problemi del mondo al Signore.

Il Papa stesso dopo le recita della preghiera mariana l’ha definita: “aiuto spirituale per la nostra anima e per diffondere ovunque l’amore, il perdono e la fraternità.” Scherzando il Papa ha detto: “è una medicina speciale per concretizzare i frutti dell’ Anno della Fede.” E ha invitato tutti: “Non dimenticatevi di prenderla perchè fa bene al cuore all’ anima a tutta la vita!”



Questa insolita iniziativa in Piazza San Pietro e’ stata voluta da Mons. Konrad Krajewski, che per 14 anni è stato uno dei cerimonieri del Papa e da agosto è elemosiniere di Sua Santita’. La “medicina” è stata portata da arcivescovo di Danzica, mons. Slawoj Leszek Glodz. Krajewski l’ha presentata a Papa Francesco che ne è rimasto entusiasta e ha chiesto di offrirla alla gente per la chiusura dell’Anno della Fede.

Tutto e’ cominciato a Danzica nell’autunno del 2011 dall’idea del seminarista Blazej Kwiatkowski per realizzare un ricordo per i giovani in occasione della giornata- ritiro della gioventù che propone regolarmente il seminario frequentato da centinaia di persone. “Come ogni anno avevamo bisogno di qualche regalo-ricordo – racconta Blazej – e quindi abbiamo pensato di proporre la Coroncina della Divina Misericordia in un modo insolito, mettendola in una scatola con un nome che assomiglia una vera medicina da farmacia. Abbiamo aggiunto un’immaginetta di Gesu’ Misericordioso e un foglio illustrativo con delle spiegazioni su come usarla, come recitare la Coroncina, in modo simile ad un foglio illustrativo di una medicina normale.

“Abbiamo aggiunto alcuni estratti del Diario di Sr. Faustyna. Tutto è pensato in modo di poterla regalare senza tante spiegazione perchè tutto è scritto all’interno. E’ una “medicina” per le persone in difficoltà, che combattono con il peccato, con le tentazioni, per coloro che hanno problemi a perdonare, e anche per coloro che vogliono ringraziare e lodare Dio, la Sua Misericordia. C’e scritto anche che questa “medicina” non ha scadenza, o controindicazioni. In caso di dubbio, bisogna consultare un sacerdote o una suora o un catechista.”



“E’ uscita una cosa molto bella. Anche il nome “misericordina granuli per il cuore” ha un senso particolare. In latino ” misericordium” significa Misericordia e da altra parte e’ un riferimento al “cor” – il cuore”. L’abbiamo chiamata medicina spirituale perché proprio la preghiera e la Divina Misericordia sono per l’anima dell’uomo come la medicina per il copro. Qui, c’e anche riferimento al cuore nel senso spirituale e morale.”

A comporre la scatoletta con i rosari è stata la Guardia Svizzera Pontificia sotto la guida del sergente Marcel Riedi e con l’aiuto delle famiglie delle guardie e delle Suore Albertine ( che si occupano della cucina della Guardia) e dipendenti laici vaticani. Molte guardie lavoravano dopo i turni notturni o fino alle prime ore dell’alba. L’impegno si e’ svolto nel mese di ottobre, mese del Rosario, nell’atmosfera della preghiera con la recita del Rosario.

Fonte: Guardia Svizzera Pontificia

Il Papa 'farmacista' consiglia la Misericordina: "E' medicina spirituale"

Città del Vaticano - (Adnkronos) - In una scatoletta le 'pillole' della fede, un rosario da portare sempre con sé in una confezione che somiglia a quella di un farmaco. L'idea dei seminaristi polacchi sponsorizzata da Francesco all'Angelus: "Fa bene al cuore"
Città del Vaticano, 17 nov. (Adnkronos) - Arriva la 'misericordia' in pillole. L'originale iniziativa si deve ai seminaristi polacchi, dalla cui fantasia è nata 'Miserikordyna', rosario da portare sempre con sé. Le speciali 'pillola della fede' sono grani del rosario contenuti in una scatoletta esattamente come un'aspirina o una qualsiasi altra compressa e all'interno c'è pure il 'bugiardino' illustrativo come accade per i medicinali. Le pillole della fede sono state distribuite ai pellegrini e ai fedeli in piazza San Pietro in occasione dell'Angelus. Il Papa ha fatto riferimento all'iniziativa come ''un modo per concretizzare i frutti dell'Anno della Fede, che volge al termine. 



 Qualcuno penserà che il Papa fa il farmacista! Si tratta di una 'medicina spirituale' è contenuta in una scatoletta, che alcuni volontari distribuiranno mentre lasciate la piazza. C'è una corona del Rosario, con la quale si può pregare anche la 'coroncina della Divina Misericordia', aiuto spirituale per la nostra anima e per diffondere ovunque l'amore, il perdono e la fraternità. Non dimenticatevi di prenderla, fa bene al cuore, all'anima e a tutta la vita''. All'interno della confezione si trovano le 'compresse', vale a dire i 59 grani del rosario. Un 'farmaco' senza controindicazioni che, anzi, fa sì che "l'anima riceva la misericordia. E' rivelato attraverso la pace del cuore, la gioia interiore e il desiderio di fare del bene", spiega il foglietto illustrativo nella confezione. L'efficacia è garantita "con le parole di Gesù". 

Fonte: Adnkronos

17 novembre 2013

Papa Francesco consiglia la «Misericordina»

Cos’è e a cosa serve la “medicina” della misericordia pubblicizzata dal Papa e distribuita in Piazza San Pietro

GIANNI VALENTE
CITTÀ DEL VATICANO

La confezione è quella tipica delle medicine, con tanto di avvertenza sul contenuto: «59 granuli intracordiali». All’interno, si trovano una corona del Rosario, un’immagine di Gesù misericordioso - con la scritta «Gesù confido in te» - e il classico foglietto con posologia e istruzioni per l’uso. È la “Misericordina”, il “kit” pubblicizzato oggi da Papa Francesco alla fine dell’Angelus e che suore e volontari hanno subito distribuito in migliaia di esemplari ai pellegrini presenti in Piazza San Pietro. 

«È una medicina speciale per concretizzare i frutti dell'Anno della Fede che volge al termine. Si tratta di una medicina spirituale. Non dimenticatevi di prenderla, perchè fa bene, fa bene al cuore, all'anima e a tutta la vita», ha detto il Papa.

In sostanza, la pratica consigliata oggi dal Papa è quella della corona della Divina Misericordia, diffusa da santa Faustina Kowalska, suora mistica polacca canonizzata da Giovanni Paolo II nel 2000. «La Misericordina» avverte il foglietto d’istruzioni «è un medicinale spirituale fa arrivare la misericordia nell’anima. Lo si avverte tramite la tranquillità del cuore, la gioia esterna e il desiderio di diffondere il bene». L’efficacia del medicinale «è garantita dalle parole di Gesù».



Vengono anche indicate anch alcune situazioni in cui si suggerisce di applicare il “medicinale”: quando «desideriamo la conversione dei peccatori», quando «sentiamo il bisogno dell’aiuto nella decisione difficile», o quando manca la forza per resistere alle tentazioni, quando non sappiamo perdonare qualcuno o «desideriamo la misericordia per un uomo moribondo».

Si suggerisce di trovare «un posto tranquillo, una camera o una chiesa», di «mettersi in ginocchio» davanti all’immaginetta di Gesù Misericordioso – dipinto secondo la visione che ne ebbe suor Faustina – e di recitare le preghiere e le formule della coroncina della Misericordia usando i grani del Rosario.




La pia pratica ha una durata media calcolata in 7 minuti, è consigliata come «profilassi» almeno una volta al giorno, con «applicazione identica sia nei bambini che negli adulti». Il foglietto illustrativo spiega che non sono segnalate «controindicazioni», che la pratica è «compatibile con altre preghiere, e che accostarsi ai sacramenti «favorisce l’efficacia del medicinale».




La “trovata” di proporre in forma di medicinale la pratica consigliata da suor Faustina viene – ovviamente – dalla Polonia. A produrre e distribuire il “prodotto” è la casa editrice Widawnictwo sw Stanislawa, con sede a Cracovia. Per Papa Francesco, la pubblicità data al curioso kit è un modo per riproporre a tutti la medicina della misericordia a cui rimandano tutti i suoi discorsi e le sue omelie.




«Per me, lo dico umilmente, è il messaggio più forte del Signore: la misericordia» aveva detto già nell’omelia della messa celebrata nella parrocchia vaticana di Sant’Anna, la prima domenica dopo la sua elezione come Successore di Pietro.




E quello stesso giorno, dopo l’Angelus, aveva fatto un altro “spot” pubblicitario legato alla misericordia: «In questi giorni» aveva detto Papa Bergoglio «ho potuto leggere un libro di un Cardinale – il Cardinale Kasper, un teologo in gamba, un buon teologo – sulla misericordia. E mi ha fatto tanto bene, quel libro, ma non crediate che faccia pubblicità ai libri dei miei cardinali! Non è così! Ma mi ha fatto tanto bene, tanto bene … Il Cardinale Kasper diceva che sentire misericordia, questa parola cambia tutto. E’ il meglio che noi possiamo sentire: cambia il mondo. Un po’ di misericordia rende il mondo meno freddo e più giusto. Abbiamo bisogno di capire bene questa misericordia di Dio, questo Padre misericordioso che ha tanta pazienza».

Fonte: Vatican Insider

Gesto di estrema pietà di Francesco durante l'udienza generale del mercoledì in piazza San Pietro.

Di fronte a un uomo affetto da una grave malattia della pelle, non ha esitato ad abbracciarlo e confortarlo.

Ennesimo gesto di estrema umanità di Papa Francesco, che non ha esitato ad abbracciare un fedele affetto da una grave malattia della pelle, arrivando addirittura ad accarezzarne e baciarne le piaghe. Il toccante atto di pietà è avvenuto durante la consueta Udienza generale del mercoledì in piazza San Pietro. Uno scatto che, attraverso il Web, ha già fatto il giro del mondo.

Fonte: Unione Sarda





Come aiutare le Filippine dopo la furia di Haiyan "Bisogna fare presto"

Ecco tutte le campagne di raccolta fondi delle organizzazioni internazionali per contribuire e dare un aiuto alla popolazione colpita
di LUCA PIERATTINI

ROMA - Haiyan, il potente e feroce ciclone, classificato categoria 5, ha devastato  Filippine. Sarebbero oltre 9 milioni le persone colpite e 10.000 i morti, quasi tutti concentrati nella provincia di Leyte, in particolare nel capoluogo Tacloban, dove la maggior parte degli edifici è andata distrutta. Il tifone ha colpito i due terzi del paese. Le autorità di Manila stimano che i senza tetto siano oltre 600 mila. Il dramma umanitario ha innestato una gara di solidarietà. L'Italia ha stanziato 1,5 milioni di euro a favore della popolazione colpita, ma sono tanti i paesi che hanno già inviato cibo e kit di prima necessità, destinate alla città di Tacloban e a tutta la regione colpita. 

Il paragone è con il terremoto di Haiti. Gli operatori umanitari sul campo parlano di un livello di distruzione impressionante, paragonabile a quello del terremoto di Haiti, e di difficoltà a raggiungere le zone più colpite poiché tutte le vie d'accesso sono interrotte. Anche elettricità e linee di comunicazione sono ancora fuori uso. I sopravvissuti vagano tra le macerie e ci sono lunghe code per poter ricevere una razione di riso e un po' di acqua potabile. All'aeroporto di Tacloban, anch'esso distrutto, migliaia di persone sperano di essere evacuate con voli umanitari.



Si lavora in condizioni estreme. Le principali Ong e associazioni internazionali di volontariato hanno lanciato una serie di campagne per raccogliere fondi da destinare al paese asiatico. Molte sono già intervenute sul territorio: "Gli operatori stanno lavorando in condizioni estreme. Le strade sono interrotte con detriti e rottami ovunque, pochissimi i mezzi di trasporto, chiusi gli aeroporti" ha detto Marco Guadagnino, di Save the Children Italia. L'associazione ha attivato il numero verde 800988810 (operativo dalle 9 alle 21) per raccogliere fondi e sostenere la popolazione dell'arcipelago colpito, ma è possibile donare anche online sul sito dell'associazione.

Le iniziative più urgenti. L'Unicef sta accelerando l'invio di aiuti d'emergenza nelle zone delle Filippine devastate. "Vista la drammatica situazione, abbiamo deciso di aprire una campagna di raccolta fondi a favore dei bambini delle Filippine - ha detto il presidente di Unicef Italia Giacomo Guerrera - rivolgiamo un appello a tutti". Per aderire è possibile donare online, sul conto corrente postale numero 745.000 intestato a Unicef Italia, con la causale "Emergenza Filippine" o telefonando al numero verde 800745000. Anche la Caritas italiana ha aperto una raccolta fondi a sostegno degli interventi nelle zone colpite. Si può donare fondi online oppure con un bonifico bancario. 

Tutti i dettagli per contribuire. La Comunità di Sant'Egidio ha indetto una preghiera per le vittime il 12 novembre alle 20:15 nella chiesa di Santa Maria in Trastevere a Roma. La comunità filippina residente in Italia si è attivata, attraverso il Filipino Womens' Council e Defence for Children, per raccogliere fondi a supporto della popolazione colpita dal supertifone Haiyan nelle 36 province filippine. Il network internazionale contro povertà e ingiustizia Oxfam ha già inviato un team per valutare le condizioni dell'acqua e delle condizioni igienico-sanitarie. Tutti i dettagli per dare un contributo sono sul portale di Oxfam. 

Due aerei cargo da MSF.Le prime équipe di dottori di Medici Senza Frontiere sono arrivate a Cebu, a loro si uniranno nei prossimi giorni altri 30 fra medici, psicologi e logisti. L'organizzazione invierà anche due aerei cargo con materiali medico e di logistica. Per donare è possibile consultare il sito dell'associazione. La Croce rossa internazionale ha già consegnato migliaia di pasti caldi nelle regioni più colpite, grazie ai volontari filippini. Per aiutare è stata lanciata una campagna online per devolvere fondi per le persone colpite.

L'appello di AGIRE e Croce Rossa. L'elevato numero di sfollati ha fatto sì che, per la prima volta, AGIRE - Agenzia Italiana per la Risposta alle Emergenze, il meccanismo congiunto di raccolta fondi di 10 tra le più importanti ed autorevoli organizzazioni non governative presenti in Italia - si è unita alla Croce Rossa Italiana e hanno lanciato un appello di raccolta fondi congiunto per portare soccorso alle popolazioni colpite. E' possibile da subito offrire il proprio sostegno attraverso i seguenti canali: il numero Verde 800.132.870 (dal lunedì al sabato dalle 9 alle 19)

Fonte: Repubblica