22 dicembre 2013

Angelus. Il Papa: sia un Natale di giustizia, che ogni famiglia possa avere una casa.

Auguro a tutti “un Natale di speranza, di giustizia e di fraternità”. Con queste parole Papa Francesco ha terminato l’Angelus di questa mattina in Piazza San Pietro, durante il quale – tra molti applausi – ha levato un appello alle autorità di qualsiasi livello perché sia difeso il diritto alla casa per ogni famiglia e perché chi lotta per la giustizia sociale respinga “le tentazioni della violenza”. Il pensiero spirituale prima dell’Angelus era stato dedicato alla figura di Giuseppe, uomo buono che – ha detto il Papa – accolse la volontà di Dio senza lasciarsi avvelenare dai dubbi e dall’orgoglio. Il servizio di Alessandro De Carolis:



Che ogni famiglia abbia una casa. Che questo e altri diritti fondamentali per la vita siano difesi, ma senza usare la violenza. Che il prossimo Natale sia giusto, sia fraterno, porti speranza. Come spesso accade con Papa Francesco, ciò che delle sue parole colpisce al cuore comincia quando il testo ufficiale viene messo da parte. Ed è quanto avvenuto in Piazza San Pietro, davanti alle decine di migliaia di persone radunate sotto la finestra del Papa per l’ultimo Angelus prima di Natale. Il pensiero prima della preghiera mariana è tutto su San Giuseppe, sulla sua grandezza d’animo, perché dapprima pensa di ripudiare Maria “in segreto”, avendone appreso della sua gravidanza, e poi è capace di allargare il cuore alla “missione più grande” che Dio gli chiede, perché è un uomo che cerca prima di tutto la volontà di Dio:
"Non si è ostinato a perseguire quel suo progetto di vita, non ha permesso che il rancore gli avvelenasse l’animo, ma è stato pronto a mettersi a disposizione della novità che, in modo sconcertante, gli veniva presentata. E questo fa male. Non permettere mai: lui è un esempio di quello. E così, Giuseppe è diventato ancora più libero e grande".

La considerazione su Giuseppe – sulla sua capacità di essere giusto secondo Dio - sembra quasi il prologo a quanto Papa Francesco sceglie di dire dopo aver recitato l’Angelus. Il primo spunto viene da un grande cartellone, leggibile anche dalla sua finestra:

“Leggo lì, scritto grande: I poveri non possono aspettare. E’ bello! E questo mi fa pensare che Gesù è nato in una stalla, non è nato in una casa (...) E io penso oggi, anche leggendo quello, a tante famiglie senza casa, sia perché mai l’hanno avuta, sia perché l’hanno persa per tanti motivi. Famiglia e casa vanno insieme. E’ molto difficile portare avanti una famiglia senza abitare in una casa. In questi giorni di Natale, invito tutti – persone, entità sociali, autorità – a fare tutto il possibile perché ogni famiglia possa avere una casa”.

Quindi, l’orizzonte si allarga ulteriormente. Le cronache italiane di questi giorni hanno raccontato di proteste e scontri di piazza, di gente che invoca quel lavoro e quelle sicurezze quotidiane che, al pari di una casa, servono per una vita dignitosa ma che una crisi infinita ha tolto e disintegrato per troppi. Un gruppo di queste persone aveva annunciato di voler essere all’Angelus e Papa Francesco non delude le loro attese:

“A quanti dall’Italia si sono radunati oggi per manifestare il loro impegno sociale, auguro di dare un contributo costruttivo, respingendo le tentazioni dello scontro e della violenza, e seguendo sempre la vita del dialogo, difendendo i diritti”.

Anche l’augurio finale di Papa Francesco è intonato ai pensieri fluiti in questo post Angelus così orientato alla solidarietà, sentimento che più di altri affonda la sua ragion d'essere nello spirito delle prossime feste:

“Auguro a tutti una buona domenica e un Natale di speranza, di giustizia e di fraternità”.
I saluti post-Angelus del Papa ai gruppi in Piazza erano stati dedicati, fra gli altri, alla comunità del Pontificio Istituto Missioni Estere e ai partecipanti alla staffetta partita da Alessandria e giunta a Roma per testimoniare l’impegno in favore della pace in Somalia”.

Fonte: Radio Vaticana

21 dicembre 2013

Folla e commozione al Bambin Gesù Papa Francesco visita i piccoli pazienti

Accolto da una folla di centinaia di persone, il Pontefice ha visitato il pronto soccorso e alcuni reparti critici in cui si trovano ricoverati bambini in terapia intensiva o in respirazione assistita.

Una visita di Natale al Bambin Gesù per salutare e benedire i piccoli pazienti ricoverati nell'ospedale pediatrico in cima al Gianicolo. Papa Francesco è stato accolto nel piazzale da una folla festosa e commossa. Ad attenderlo, oltre a un gruppo di bambini dall'Etiopia, dalla Cina, dalla Libia e dall'Ecuador, il presidente del Bambino Gesù, Giuseppe Profiti, la duchessa Maria Grazia Salviati, della famiglia fondatrice dell'ospedale che nel 1924 fu donato alla Santa Sede, il segretario di Stato Vaticano monsignor Pietro Parolin e il suo predecessore, cardinal Tarcisio Bertone.

Il Pontefice è entrato in auto, l'ormai famosa utilitaria, da Piazza Sant'Onofrio fino al piazzale del Dipartimento di Emergenza e Accettazione (Dea) dell'ospedale pediatrico. Il gruppo di bambini gli ha subito donato un piccolo oggetto a forma di cuore, simbolo della campagna sociale dell'ospedale per il rinnovamento della Terapia Intensiva Cardiochirurgica, un album di disegni realizzati dai pazienti e un bouquet di rose bianche in onore di Santa Teresa di Gesù Bambino, da deporre ai piedi della "Madonnina" del Dea.










Fonte: Repubblica

Natale è pregare anche per i nemici, le chiacchiere non sono cristiane.

Il Papa ha incontrato i ragazzi dell’Azione Cattolica Italiana.: “Vi ringrazio di essere venuti a portarmi gli auguri di Natale a nome dell’A.C.R. e di tutta l’Azione Cattolica Italiana, che qui è rappresentata dai responsabili adulti che vi hanno accompagnato”, ha detto il Papa: “Anch’io faccio tanti auguri a voi, ai vostri cari, ai vostri amici e all’intera Associazione”. “L’Azione Cattolica Ragazzi - ha sottolineato - è una bella realtà, diffusa e operante in quasi tutte le diocesi d’Italia. Vi incoraggio ad essere sempre nella Chiesa ‘pietre vive’, per edificare la Chiesa, unite a Gesù. L’Azione Cattolica senza Gesù non serve – ha osservato - È una ong; ce ne sono tante”. Occorre “essere pietre vive unite a Gesù”.



“Ho sentito che il vostro cammino di quest’anno – ha proseguito Papa Francesco - vuole farvi scoprire Gesù come presenza amica” nella vostra vita. “Lo slogan lo dice bene: ‘Non c’è gioco senza Te’. Ecco, il Natale è proprio la festa della presenza di Dio che viene in mezzo a noi per salvarci. La nascita di Gesù non è una favola! E’ una storia realmente accaduta, a Betlemme, duemila anni fa. La fede ci fa riconoscere in quel Bambino, nato da Maria Vergine, il vero Figlio di Dio, che per amore nostro si è fatto uomo. Nel volto del piccolo Gesù contempliamo il volto di Dio, che non si rivela nella forza, nella potenza, ma nella debolezza e nella fragilità di un neonato. Così è il nostro Dio; si avvicina tanto in un bambino. Questo Bambino mostra la fedeltà e la tenerezza dell’amore sconfinato con cui Dio circonda ciascuno di noi. Per questo facciamo festa a Natale, rivivendo la stessa esperienza dei pastori di Betlemme e insieme a tanti papà e mamme che si affaticano ogni giorno affrontando parecchi sacrifici; insieme ai piccoli, ai malati, ai poveri facciamo festa. Ma perché è la festa dell’incontro di Dio con noi in Gesù”.

Quindi ha ricordato ai ragazzi che Gesù vuole loro bene, “vuole essere amico di tutti i ragazzi!”. “Se ne siete convinti – ha proseguito - sicuramente saprete trasmettere la gioia di questa amicizia dappertutto: a casa, in parrocchia, a scuola, con gli amici”. E a braccio ha domandato: “E con i nemici, con quelli che non ci vogliono bene? Cosa si deve fare? Chi me lo sa dire? Cosa si deve fare? Fare la guerra? Forte, forte. Ecco: pregare per loro! Perché sia vicino a Gesù; essere buono con loro. E si deve fare quello! La vicinanza … E saprete testimoniarlo comportandovi da veri cristiani: pronti a dare una mano a chi ha bisogno”. Poi, di nuovo ha chiesto: “E se quello che non ti vuole bene ha bisogno di qualcosa, tu gli darai una mano? Eh, non siete sicuri, no? Sì! Senza giudicare gli altri, senza parlare male. È brutta la gente che parla male dell’altro. Le chiacchiere sono cristiane o no? No! Chiacchierare è una preghiera? … No! Chiacchierare è una cosa cattiva. Mai si deve fare. E dobbiamo cominciare da adesso: mai chiacchierare … Avanti così! Allora buon cammino, sempre uniti a Gesù. Vi affido alla Madonna. Vi benedico insieme con i vostri familiari, gli educatori, gli assistenti e tutti gli amici dell’Azione Cattolica. Ragazzi, buon Natale e pregate per me!”.

Fonte: Radio Vaticana

20 dicembre 2013

Papa Francesco scrive all'autore dei versi per ringraziarlo.

Castelplanio (Ancona), 19 dicembre 2013 – Quando ha ricevuto la comunicazione di Papa Francesco per poco non cadeva a terra dall’emozione. L’ha letta e riletta e ha guardato la foto autografata del Santo Padre. E l’ha fatta vedere alla moglie chiedendole se era proprio vero. Il Papa ha letto le poesie a lui dedicate all’interno del libro 'I Palloni de Castello' e, tramite la Segreteria di Stato, ha ringraziato esprimendo la sua riconoscenza e gli ha inviato la santa benedizione oltre a una foto con tanto di autografo.

Aldo Calderigi, poeta naif castelplanese, qualche giorno fa ha pubblicato il suo terzo libro di poesie rigorosamente in vernacolo. Il teatro comunale strapieno di pubblico, autorità locali, addetti ai lavori e c'era anche lo storico Riccardo Ceccarelli che aveva scritto la prefazione del libro. Ma che Calderigi, con la collaborazione dello studio Creative Project che ha curato tutti i suoi libri, avesse mandato le poesie al Papa era rimasto rigorosamente top secret.

19 dicembre 2013

Papa Francesco: Attesa al Bambino Gesù per la visita del Papa

Il 21 dicembre l’incontro con i piccoli ricoverati. Il presidente dell’ospedale pediatrico, Giuseppe Profiti: «Per loro è il più bel regalo di Natale». Si prevede la presenza di almeno 4mila persone

18 dicembre 2013

Il Papa festeggia il compleanno con tre clochard

Papa Francesco ha voluto festeggiare il suo 77esimo compleanno con tre clochard e il personale della Domus Santa Marta dove risiede. La celebrazione è avvenuta in  "un clima particolarmente familiare" ha voluto precisare la Santa Sede, in una nota. Nelle foto l'incontro con tre  dei senzatetto.



Fonte: Repubblica