19 novembre 2013

Il Papa 'farmacista' consiglia la Misericordina: "E' medicina spirituale"

Città del Vaticano - (Adnkronos) - In una scatoletta le 'pillole' della fede, un rosario da portare sempre con sé in una confezione che somiglia a quella di un farmaco. L'idea dei seminaristi polacchi sponsorizzata da Francesco all'Angelus: "Fa bene al cuore"
Città del Vaticano, 17 nov. (Adnkronos) - Arriva la 'misericordia' in pillole. L'originale iniziativa si deve ai seminaristi polacchi, dalla cui fantasia è nata 'Miserikordyna', rosario da portare sempre con sé. Le speciali 'pillola della fede' sono grani del rosario contenuti in una scatoletta esattamente come un'aspirina o una qualsiasi altra compressa e all'interno c'è pure il 'bugiardino' illustrativo come accade per i medicinali. Le pillole della fede sono state distribuite ai pellegrini e ai fedeli in piazza San Pietro in occasione dell'Angelus. Il Papa ha fatto riferimento all'iniziativa come ''un modo per concretizzare i frutti dell'Anno della Fede, che volge al termine. 



 Qualcuno penserà che il Papa fa il farmacista! Si tratta di una 'medicina spirituale' è contenuta in una scatoletta, che alcuni volontari distribuiranno mentre lasciate la piazza. C'è una corona del Rosario, con la quale si può pregare anche la 'coroncina della Divina Misericordia', aiuto spirituale per la nostra anima e per diffondere ovunque l'amore, il perdono e la fraternità. Non dimenticatevi di prenderla, fa bene al cuore, all'anima e a tutta la vita''. All'interno della confezione si trovano le 'compresse', vale a dire i 59 grani del rosario. Un 'farmaco' senza controindicazioni che, anzi, fa sì che "l'anima riceva la misericordia. E' rivelato attraverso la pace del cuore, la gioia interiore e il desiderio di fare del bene", spiega il foglietto illustrativo nella confezione. L'efficacia è garantita "con le parole di Gesù". 

Fonte: Adnkronos

17 novembre 2013

Papa Francesco consiglia la «Misericordina»

Cos’è e a cosa serve la “medicina” della misericordia pubblicizzata dal Papa e distribuita in Piazza San Pietro

GIANNI VALENTE
CITTÀ DEL VATICANO

La confezione è quella tipica delle medicine, con tanto di avvertenza sul contenuto: «59 granuli intracordiali». All’interno, si trovano una corona del Rosario, un’immagine di Gesù misericordioso - con la scritta «Gesù confido in te» - e il classico foglietto con posologia e istruzioni per l’uso. È la “Misericordina”, il “kit” pubblicizzato oggi da Papa Francesco alla fine dell’Angelus e che suore e volontari hanno subito distribuito in migliaia di esemplari ai pellegrini presenti in Piazza San Pietro. 

«È una medicina speciale per concretizzare i frutti dell'Anno della Fede che volge al termine. Si tratta di una medicina spirituale. Non dimenticatevi di prenderla, perchè fa bene, fa bene al cuore, all'anima e a tutta la vita», ha detto il Papa.

In sostanza, la pratica consigliata oggi dal Papa è quella della corona della Divina Misericordia, diffusa da santa Faustina Kowalska, suora mistica polacca canonizzata da Giovanni Paolo II nel 2000. «La Misericordina» avverte il foglietto d’istruzioni «è un medicinale spirituale fa arrivare la misericordia nell’anima. Lo si avverte tramite la tranquillità del cuore, la gioia esterna e il desiderio di diffondere il bene». L’efficacia del medicinale «è garantita dalle parole di Gesù».



Vengono anche indicate anch alcune situazioni in cui si suggerisce di applicare il “medicinale”: quando «desideriamo la conversione dei peccatori», quando «sentiamo il bisogno dell’aiuto nella decisione difficile», o quando manca la forza per resistere alle tentazioni, quando non sappiamo perdonare qualcuno o «desideriamo la misericordia per un uomo moribondo».

Si suggerisce di trovare «un posto tranquillo, una camera o una chiesa», di «mettersi in ginocchio» davanti all’immaginetta di Gesù Misericordioso – dipinto secondo la visione che ne ebbe suor Faustina – e di recitare le preghiere e le formule della coroncina della Misericordia usando i grani del Rosario.




La pia pratica ha una durata media calcolata in 7 minuti, è consigliata come «profilassi» almeno una volta al giorno, con «applicazione identica sia nei bambini che negli adulti». Il foglietto illustrativo spiega che non sono segnalate «controindicazioni», che la pratica è «compatibile con altre preghiere, e che accostarsi ai sacramenti «favorisce l’efficacia del medicinale».




La “trovata” di proporre in forma di medicinale la pratica consigliata da suor Faustina viene – ovviamente – dalla Polonia. A produrre e distribuire il “prodotto” è la casa editrice Widawnictwo sw Stanislawa, con sede a Cracovia. Per Papa Francesco, la pubblicità data al curioso kit è un modo per riproporre a tutti la medicina della misericordia a cui rimandano tutti i suoi discorsi e le sue omelie.




«Per me, lo dico umilmente, è il messaggio più forte del Signore: la misericordia» aveva detto già nell’omelia della messa celebrata nella parrocchia vaticana di Sant’Anna, la prima domenica dopo la sua elezione come Successore di Pietro.




E quello stesso giorno, dopo l’Angelus, aveva fatto un altro “spot” pubblicitario legato alla misericordia: «In questi giorni» aveva detto Papa Bergoglio «ho potuto leggere un libro di un Cardinale – il Cardinale Kasper, un teologo in gamba, un buon teologo – sulla misericordia. E mi ha fatto tanto bene, quel libro, ma non crediate che faccia pubblicità ai libri dei miei cardinali! Non è così! Ma mi ha fatto tanto bene, tanto bene … Il Cardinale Kasper diceva che sentire misericordia, questa parola cambia tutto. E’ il meglio che noi possiamo sentire: cambia il mondo. Un po’ di misericordia rende il mondo meno freddo e più giusto. Abbiamo bisogno di capire bene questa misericordia di Dio, questo Padre misericordioso che ha tanta pazienza».

Fonte: Vatican Insider

Gesto di estrema pietà di Francesco durante l'udienza generale del mercoledì in piazza San Pietro.

Di fronte a un uomo affetto da una grave malattia della pelle, non ha esitato ad abbracciarlo e confortarlo.

Ennesimo gesto di estrema umanità di Papa Francesco, che non ha esitato ad abbracciare un fedele affetto da una grave malattia della pelle, arrivando addirittura ad accarezzarne e baciarne le piaghe. Il toccante atto di pietà è avvenuto durante la consueta Udienza generale del mercoledì in piazza San Pietro. Uno scatto che, attraverso il Web, ha già fatto il giro del mondo.

Fonte: Unione Sarda





Come aiutare le Filippine dopo la furia di Haiyan "Bisogna fare presto"

Ecco tutte le campagne di raccolta fondi delle organizzazioni internazionali per contribuire e dare un aiuto alla popolazione colpita
di LUCA PIERATTINI

ROMA - Haiyan, il potente e feroce ciclone, classificato categoria 5, ha devastato  Filippine. Sarebbero oltre 9 milioni le persone colpite e 10.000 i morti, quasi tutti concentrati nella provincia di Leyte, in particolare nel capoluogo Tacloban, dove la maggior parte degli edifici è andata distrutta. Il tifone ha colpito i due terzi del paese. Le autorità di Manila stimano che i senza tetto siano oltre 600 mila. Il dramma umanitario ha innestato una gara di solidarietà. L'Italia ha stanziato 1,5 milioni di euro a favore della popolazione colpita, ma sono tanti i paesi che hanno già inviato cibo e kit di prima necessità, destinate alla città di Tacloban e a tutta la regione colpita. 

Il paragone è con il terremoto di Haiti. Gli operatori umanitari sul campo parlano di un livello di distruzione impressionante, paragonabile a quello del terremoto di Haiti, e di difficoltà a raggiungere le zone più colpite poiché tutte le vie d'accesso sono interrotte. Anche elettricità e linee di comunicazione sono ancora fuori uso. I sopravvissuti vagano tra le macerie e ci sono lunghe code per poter ricevere una razione di riso e un po' di acqua potabile. All'aeroporto di Tacloban, anch'esso distrutto, migliaia di persone sperano di essere evacuate con voli umanitari.



Si lavora in condizioni estreme. Le principali Ong e associazioni internazionali di volontariato hanno lanciato una serie di campagne per raccogliere fondi da destinare al paese asiatico. Molte sono già intervenute sul territorio: "Gli operatori stanno lavorando in condizioni estreme. Le strade sono interrotte con detriti e rottami ovunque, pochissimi i mezzi di trasporto, chiusi gli aeroporti" ha detto Marco Guadagnino, di Save the Children Italia. L'associazione ha attivato il numero verde 800988810 (operativo dalle 9 alle 21) per raccogliere fondi e sostenere la popolazione dell'arcipelago colpito, ma è possibile donare anche online sul sito dell'associazione.

Le iniziative più urgenti. L'Unicef sta accelerando l'invio di aiuti d'emergenza nelle zone delle Filippine devastate. "Vista la drammatica situazione, abbiamo deciso di aprire una campagna di raccolta fondi a favore dei bambini delle Filippine - ha detto il presidente di Unicef Italia Giacomo Guerrera - rivolgiamo un appello a tutti". Per aderire è possibile donare online, sul conto corrente postale numero 745.000 intestato a Unicef Italia, con la causale "Emergenza Filippine" o telefonando al numero verde 800745000. Anche la Caritas italiana ha aperto una raccolta fondi a sostegno degli interventi nelle zone colpite. Si può donare fondi online oppure con un bonifico bancario. 

Tutti i dettagli per contribuire. La Comunità di Sant'Egidio ha indetto una preghiera per le vittime il 12 novembre alle 20:15 nella chiesa di Santa Maria in Trastevere a Roma. La comunità filippina residente in Italia si è attivata, attraverso il Filipino Womens' Council e Defence for Children, per raccogliere fondi a supporto della popolazione colpita dal supertifone Haiyan nelle 36 province filippine. Il network internazionale contro povertà e ingiustizia Oxfam ha già inviato un team per valutare le condizioni dell'acqua e delle condizioni igienico-sanitarie. Tutti i dettagli per dare un contributo sono sul portale di Oxfam. 

Due aerei cargo da MSF.Le prime équipe di dottori di Medici Senza Frontiere sono arrivate a Cebu, a loro si uniranno nei prossimi giorni altri 30 fra medici, psicologi e logisti. L'organizzazione invierà anche due aerei cargo con materiali medico e di logistica. Per donare è possibile consultare il sito dell'associazione. La Croce rossa internazionale ha già consegnato migliaia di pasti caldi nelle regioni più colpite, grazie ai volontari filippini. Per aiutare è stata lanciata una campagna online per devolvere fondi per le persone colpite.

L'appello di AGIRE e Croce Rossa. L'elevato numero di sfollati ha fatto sì che, per la prima volta, AGIRE - Agenzia Italiana per la Risposta alle Emergenze, il meccanismo congiunto di raccolta fondi di 10 tra le più importanti ed autorevoli organizzazioni non governative presenti in Italia - si è unita alla Croce Rossa Italiana e hanno lanciato un appello di raccolta fondi congiunto per portare soccorso alle popolazioni colpite. E' possibile da subito offrire il proprio sostegno attraverso i seguenti canali: il numero Verde 800.132.870 (dal lunedì al sabato dalle 9 alle 19)

Fonte: Repubblica

16 novembre 2013

La debolezza di Dio davanti alla preghiera del suo popolo

Dio è debole solo davanti alla preghiera del suo Popolo. Dunque è la preghiera la vera forza dell’uomo: non ci si deve stancare mai di bussare alla porta del cuore di Dio, di chiedere aiuto perché quando è chiamato a difendere il suo popolo Dio è implacabile.

Lo ha ricordato Papa Francesco durante la messa celebrata questa mattina, sabato 16 novembre, a Santa Marta alla quale hanno assistito con il cardinale Angelo Comastri e il vescovo Vittorio Lanzani, rispettivamente arciprete della basilica di San Pietro e delegato della Fabbrica, i canonici della basilica vaticana.

Commentando le letture del giorno, il Pontefice ha voluto innanzitutto sottolineare la protezione che il Signore offre ai suoi figli quando essi si rivolgono a lui : «Dio fa, farà, giustizia, ai suoi eletti, che gridano giorno e notte verso di Lui. Così l’ha fatto: quando chiama Mosè e gli dice ho sentito il pianto e il lamento del mio popolo. Il Signore ascolta» (cfr Luca 18,1-8).



«Nella prima lettura — ha detto il Papa — abbiamo ascoltato quello che ha fatto il Signore: quella parola onnipotente dal cielo viene come un guerriero implacabile. Quando il Signore prende la difesa del suo popolo è così: è un guerriero implacabile e salva il suo popolo. Salva, rinnova tutto: tutto il creato fu modellato di nuovo, nella propria natura come prima». Ed è così che, ha detto il Santo Padre citando ancora il Libro della Sapienza (18,14-16;19,6-9), «il Mar Rosso divenne una strada senza ostacoli e flutti violenti una pianura piena d’erba; coloro che la tua mano proteggeva passarono con tutto il popolo, contemplando meravigliosi prodigi ». La descrizione della loro salvezza, ha notato, assume addirittura toni poetici: «furono condotti al pascolo come cavalli e saltellarono come agnelli esultanti, celebrando te, Signore, che li avevi liberati». Così, ha sottolineato, «è il potere del Signore quando vuole salvare il suo popolo: forte. Lui è il Signore. Perché ha sentito la preghiera del suo popolo; perché ha sentito nel suo cuore che i suoi eletti soffrivano».

Ma se questa è la forza di Dio, «qual è la forza dell' uomo?» si è domandato il Pontefice. È quella stessa che ha testimoniato la vedova di cui parla il Vangelo, ha spiegato, la quale bussa in continuazione alla porta del giudice. «Bussare — ha ripetuto — chiedere, lamentarsi di tanti problemi, tanti dolori, e chiedere al Signore la liberazione da questi dolori, da questi peccati, da questi problemi». Questa è la forza dell’uomo, la preghiera, «anche la preghiera dell’uomo umile» ha precisato, perché se in Dio mai ci fosse una debolezza, ha spiegato ancora, questa si manifesta  proprio nei confronti della preghiera del suo Popolo, «è la debolezza di Dio. Il Signore è debole soltanto in questo».

Le letture, ha sottolineato il vescovo di Roma, fanno opportunamente meditare su «quel potere di Dio, tanto chiaro e tanto forte», del quale la Chiesa parla soprattutto nel tempo natalizio, perché «il culmine della forza di Dio, della salvezza di Dio, è stato proprio nell’Incarnazione del Verbo: “Mentre un profondo silenzio avvolgeva tutte le cose, e la notte era a metà del suo rapido corso, la tua parola onnipotente dal cielo, dal tuo trono regale, guerriero implacabile, si lanciò in mezzo a quella terra di sterminio, portando, come spada affilata, il tuo decreto irrevocabile”. La Chiesa prende questo testo di liberazione e di forza per significare che l’Incarnazione del Verbo è stata il punto più alto della nostra salvezza».

Oggi «mi piace sentire queste letture — ha confidato Papa Francesco — davanti a voi canonici di San Pietro. Il vostro lavoro è proprio bussare al cuore di Dio», pregare. «Pregare il Signore per il popolo di Dio. E voi, a San Pietro proprio nella basilica più vicina al Papa, dove si radunano tutte le petizioni del mondo, voi raccogliete queste petizioni e le presentate al Signore con la vostra preghiera».

E per rafforzare l’idea del servizio che essi sono chiamati a compiere, il Pontefice ha riproposto ancora la tenacia della vedova del Vangelo, quella che chiede ostinatamente giustizia: «Il vostro è un servizio universale, un servizio di Chiesa. Voi siete come la vedova: pregare, chiedere, bussare al cuore di Dio. Ogni giorno. E non si addormentava mai la vedova quando faceva questo. Era coraggiosa».

«Il Signore — ha proseguito il Santo Padre — ascolta la preghiera del suo popolo. Voi siete rappresentanti privilegiati del popolo di Dio in questo ruolo di pregare il Signore per tanti bisogni della Chiesa, dell’umanità, di tutti». E concludendo ha detto: «Vi ringrazio per questo lavoro. Ricordiamo sempre che Dio ha una forza — quando lui vuole — che cambia tutto “tutto fu modellato di nuovo”, lui è capace di modellare tutto di nuovo; ma ha anche una debolezza, la nostra preghiera, la vostra preghiera universale, vicina al Papa in San Pietro. Grazie di questo vostro servizio e andate avanti così per il bene della Chiesa».

Fonte: Osservatore Romano

Il bimbo "biricchino” e il papa: dietro le foto una storia di amore e speranza

Carlos vive a Lanciano, è arrivato in Italia poco più di un anno fa. A 6 anni, direttamente dalla Colombia, destinazione Lanciano. Una casa, finalmente, una mamma, un papà, un fratello più grande da abbracciare e due occhi grandi così. 
Carlos è un nome di fantasia per un bambino vero (rispettiamo il volere dei genitori di preservare ulteriormente la privacy della famiglia), protagonista improvviso di un sabato pomeriggio come molti altri in piazza San Pietro, a Roma.


 L'appuntamento è di quelli importanti per i cattolici. Papa Francesco si sta preparando a salutare le 100mila persone accorse in piazza per la “Giornata della Famiglia”. 
Poco prima di iniziare il discorso il papa si sente abbracciare all'altezza delle gambe. Intorno ci sono nonni, genitori, bambini e Georg Gänswein, prefetto della Casa Pontificia e ex segretario personale di Benedetto XVI. 

La veste bianca si chiude come una fisarmonica tra delle piccole braccia. Sono quelle di Carlos, che ha appena respinto un uomo vestito di nero che cercava di convincerlo con una caramella ad abbandonare la scena. 
«Vieni, guarda che ho qui, la vuoi una caramellina», si sente dire in sottofondo nel video del Centro Televisivo Vaticano. 
Neanche a pensarci, Carlos rimane lì e abbraccia il papa che viene dal Sudamerica, come lui. 
Poco dopo mangerà pure la caramella. Francesco sente l'abbraccio, sorride e lo accarezza sulla testa. Si sono capiti al volo, i due. Carlos starà con il papa, per tutti i 20 minuti del discorso, senza interrompere o disturbare. Il pontefice parla di «gioia della fede», del bisogno di pronunciare in famiglia soprattutto tre parole «permesso, grazie, scusa», dice che il «peso più grande di tutti nella vita è la mancanza di amore».



 Carlos non si sa se ascolta ma è lì vicino e si vede quanto basta: sistema l'asta del microfono del papa, lo guarda perplesso in alcuni passaggi, si siede sulla poltrona e incrocia le gambe. 
Papa Francesco parla alle famiglie, e non solo; Carlos pure, a modo suo, dice delle cose. L'uno e l'altro, per chi vuole ascoltare, lasciano un messaggio in piazza San Pietro. 
A tradurre quello di Carlos, ci pensa la mamma, il giorno dopo, quando sui social network si sparge la voce che il piccolo “seduto sulla poltrona del papa” è di Lanciano. 
«La benedizione ricevuta da nostro figlio possa arrivare a tutti i bambini del mondo abbandonati – dicono i genitori adottivi di Carlos – di questa vicenda ci interessa ricordare il diritto di ogni singolo bambino ad avere una famiglia e l'ente di adozione internazionale Ai.Bi, Amici dei Bambini. Solo questo, nient'altro».



 Ovviamente Carlos ha fatto tutto da solo, nulla di organizzato: i familiari non sono intervenuti perché lui, Carlos, era a suo agio. 
Come fosse a casa sua, nella piazza madre dei fedeli di Cristo, nella giornata dedicata alla famiglia. Le foto del bimbo seduto gambe incrociate sulla sedia del papa hanno fatto il giro del mondo, incuriosendo molti, indispettendo alcuni, provocando altri. 
«Lasciate che i bambini vengano a me», c'è scritto d'altronde in uno dei Vangeli. Detto, fatto.

Fonte: Primadinoi