20 ottobre 2013

Indimenticabile voce...Papa Giovanni Paolo II recita il Salmo 26.


Il futuro di un popolo è proprio qui e qui, nei vecchi e nei bambini"

"Un popolo che non si prende cura dei suoi vecchi e dei suoi bambini non ha futuro, perché non avrà memoria e non avrà promessa! I vecchi e i bambini sono il futuro di un popolo! Quanto è comune lasciarli da parte, no? I bambini, tranquillizzarli con una caramella, con un gioco: ‘Fai, fai; Vai, vai’. E i vecchi non lasciarli parlare, fare a meno del loro consiglio: ‘Sono vecchi, poveretti’… Il futuro di un popolo è proprio qui e qui, nei vecchi e nei bambini".

Dall'Omelia di Papa Francesco alla S. Messa alla Domus Sanctae Marthae.


Un ricordo oggi, tutti noi, a queste donne..

«Penso a tante donne che lottano per la loro famiglia, che pregano, che non si affaticano mai. Un ricordo oggi, tutti noi, a queste donne che col loro atteggiamento ci danno una vera testimonianza di fede, di coraggio, un modello di preghiera. Un ricordo a loro! Pregare sempre, ma non per convincere il Signore a forza di parole! Lui sa meglio di noi di che cosa abbiamo bisogno! Piuttosto la preghiera perseverante è espressione della fede in un Dio che ci chiama a combattere con Lui, ogni giorno, ogni momento, per vincere il male con il bene». 

(Papa Francesco all'Angelus del 20 ottobre 2013)


"C’è chi dice che oggi il matrimonio è “fuori moda”. E' fuori moda?

"C’è chi dice che oggi il matrimonio è “fuori moda”. E' fuori moda? [No...]. Nella cultura del provvisorio, del relativo, molti predicano che l’importante è “godere” il momento, che non vale la pena di impegnarsi per tutta la vita, di fare scelte definitive, “per sempre”, perché non si sa cosa riserva il domani. Io, invece, vi chiedo di essere rivoluzionari, vi chiedo di andare contro corrente; sì, in questo vi chiedo di ribellarvi a questa cultura del provvisorio, che, in fondo, crede che voi non siate in grado di assumervi responsabilità, crede che voi non siate capaci di amare veramente. Io ho fiducia in voi giovani e prego per voi. Abbiate il coraggio di “andare contro corrente”. E abbiate anche il coraggio di essere felici".


Ottobre è il mese del Rosario.

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Papa Francesco - Jorge Mario Bergoglio



Il Papa all’Angelus invita a pregare “con insistenza” e ricorda che la missione cristiana “non è proselitismo”

La necessità di pregare continuamente, “con insistenza”; l’odierna Giornata missionaria mondiale e il ricordo della missionaria laica italiana, Afra Martinelli, uccisa qualche giorno fa in Nigeria; la solidarietà alle popolazioni filippine colpite martedì da un forte terremoto. Sono alcuni dei temi affrontati da Papa Francesco, oggi all’Angelus in piazza San Pietro.



Dio conosce tutto di noi, ma ci invita comunque a pregare “con insistenza”. Papa Francesco lo ha ricordato all’Angelus, prendendo spunto dalla parabola del Vangelo di oggi in cui Gesù parla della “necessità di pregare sempre, senza stancarsi”, come la vedova che, a forza di supplicare un giudice disonesto, riesce ad ottenere giustizia:

“Nel nostro cammino quotidiano, specialmente nelle difficoltà, nella lotta contro il male fuori e dentro di noi, il Signore non è lontano, è al nostro fianco; noi lottiamo con Lui accanto, e la nostra arma è proprio la preghiera, che ci fa sentire la sua presenza accanto a noi, la sua misericordia, anche il suo aiuto”.

La lotta contro il male, ha spiegato il Pontefice, è però “dura e lunga, richiede pazienza e resistenza”. In questa lotta “da portare avanti ogni giorno”, ha aggiunto, “Dio è il nostro alleato, la fede in Lui è la nostra forza, e la preghiera è l’espressione della fede”, perché “se si spegne la fede, si spegne la preghiera, e noi camminiamo nel buio, ci smarriamo nel cammino della vita”. La preghiera perseverante è quindi “espressione della fede in un Dio che ci chiama a combattere con Lui, ogni giorno, ogni momento, per vincere il male con il bene”. In questo impegno, il Santo Padre ha voluto menzionare le “tante donne che lottano per la propria famiglia, che pregano, che non si affaticano mai”:

“Un ricordo oggi, tutti noi, a queste donne che col loro atteggiamento ci danno una vera testimonianza di fede, di coraggio, un modello di preghiera. Un ricordo a loro”!

Dopo la preghiera mariana, Papa Francesco ha ricordato l’odierna Giornata Missionaria Mondiale, riflettendo sulla missione propria della Chiesa:

“Diffondere nel mondo la fiamma della fede, che Gesù ha acceso nel mondo: la fede in Dio che è Padre, Amore, Misericordia. Il metodo della missione cristiana non è il proselitismo, ma quello della fiamma condivisa che riscalda l’anima”. 

Ringraziando tutti coloro che “con la preghiera e l’aiuto concreto sostengono l’opera missionaria, in particolare la sollecitudine del vescovo di Roma per la diffusione del Vangelo”, il pensiero del Santo Padre è andato a chi opera in ‘prima linea’ proclamando Cristo fino ai confini della Terra:

“In questa Giornata siamo vicini a tutti i missionari e le missionarie, che lavorano tanto senza far rumore, e danno la vita. Come l’italiana Afra Martinelli, che ha operato per tanti anni in Nigeria: qualche giorno fa è stata uccisa, per rapina; tutti hanno pianto, cristiani e musulmani. Le volevano bene!”

Afra Martinelli - ha proseguito il Papa, lanciando un applauso in sua memoria - “ha annunciato il Vangelo con la vita, con l’opera che ha realizzato, un centro di istruzione”, e così ha diffuso “la fiamma della fede, ha combattuto la buona battaglia”. Come anche Stefano Sándor, il salesiano laico proclamato Beato ieri a Budapest, in Ungheria. “Quando il regime comunista chiuse tutte le opere cattoliche - ha ricordato il Santo Padre - affrontò le persecuzioni con coraggio, e fu ucciso a 39 anni”. Quindi il pensiero del Papa è corso all’attualità, al sisma di martedì scorso nelle Filippine:

“Desidero esprimere la mia vicinanza alle popolazioni delle Filippine colpite da un forte terremoto, e vi invito a pregare per quella cara Nazione, che di recente ha subito diverse calamità”.



Tra i pellegrini presenti in piazza San Pietro, Papa Francesco ha quindi salutato i ragazzi che hanno dato vita alla manifestazione “100 metri di corsa e di fede”, promossa dal Pontificio Consiglio della Cultura: “ci ricordate - ha detto - che il credente è un atleta dello spirito”. Ed ha concluso con un pensiero speciale:

“Oggi in Argentina si celebra la ‘Festa della mamma’: rivolgo un affettuoso saluto alle mamme della mia terra”.

Fonte: Radio Vaticana