10 febbraio 2014

Riflessioni sul messaggio del Papa per la XXIII Giornata mondiale del malato



Questo anno celebriamo la XXIII Giornata mondiale del malato sul tema: «Fede e carità – “…anche noi dobbiamo dare la vita per i fratelli”» (1 Giovanni 3,16). Tale Giornata, istituita da Papa Giovanni Paolo II nella memoria liturgica della Beata Vergine di Lourdes, ci porta ad imitare Maria, nostra Madre, donna di fede, nell'accogliere la luce di Dio, che ci permette di guardare ogni nostro fratello malato come lei, con gli occhi di Cristo. 


In questa occasione il Papa Francesco ha rivolto alla Chiesa e in modo particolare alle persone ammalate e a tutti coloro che prestano loro assistenza e cura un messaggio nel quale tra l’altro ha scritto: «La Chiesa riconosce in voi, cari ammalati, una speciale presenza di Cristo sofferente. È così: accanto, anzi, dentro la nostra sofferenza c'è quella di Gesù, che ne porta insieme a noi il peso e ne rivela il senso. Quando il Figlio di Dio è salito sulla croce ha distrutto la solitudine della sofferenza e ne ha illuminato l'oscurità. Siamo posti in tal modo dinanzi al mistero dell'amore di Dio per noi, che ci infonde speranza e coraggio: speranza, perché nel disegno d'amore di Dio anche la notte del dolore si apre alla luce pasquale; e coraggio, per affrontare ogni avversità in sua compagnia, uniti a Lui».

Tutti siamo dunque chiamati a questo compito, ma risulta evidente che coloro che svolgono una professione nell’ambito sanitario, non possono non sentirsi impegnati ad essere particolarmente fedeli a questa dimensione fondamentale della vocazione cristiana. La Chiesa, nella fedeltà alla propria missione di sostegno ai credenti, ed anche attraverso l'associazionismo cattolico proprio del mondo sanitario, si prodiga nella cura dei sofferenti, offrendo pure il necessario aiuto spirituale a quanti si dedicano al loro servizio. L'assistenza e la vicinanza ai malati è una via privilegiata di dialogo con tutti gli uomini di buona volontà, nonché un'occasione unica di testimonianza della coerenza della propria fede.

di Zygmunt Zimowski

Fonte: Osservatore Romano

Nessun commento:

Posta un commento