2 febbraio 2014

Prima Porta, il Papa telefona agli sfollati "Spero stiate bene, prego per tutti voi" "Pronto, sono Papa Francesco state tutti bene a Prima Porta?"



di LUCA MONACO

"Dì alla tua gente che vi sono vicino con la preghiera". C'erano ancora 60 centimetri d'acqua in via della Giustiniana, quando alle 20.30 di venerdì, nel pieno dell'alluvione, il cellulare di
don Dario, il parroco di S. Alfonso Maria dè Liguori, è squillato per l'ennesima volta. "Ciao sono Francesco, come va la situazione?". Così il Pontefice si è voluto sincerare personalmente dello stato dell'emergenza a Prima Porta.

"Era venuto in visita il 6 gennaio scorso  -  ricorda il sacerdote  -  con questa telefonata ci ha voluto testimoniare la propria vicinanza. Un fatto inaspettato quanto gradito, visto che qui c'è molto da fare". La chiesa infatti dista meno di un chilometro dalla zona più colpita dall'esondazione. Don Dario, in accordo con la protezione civile, si è subito mobilitato per aiutare le famiglie evacuate, offrendo riparo a 30 adulti e 12 bambini. "Grazie ai social network si attivata una lunga catena della solidarietà  -  assicura il parroco  -  tanta gente è accorsa, ha portato viveri e coperte".

Ieri sera i venti volontari hanno servito minestra di lenticchie e pasta al tonno per tutti. Ma un piatto caldo non è riuscito a lenire il dispiacere di chi ha perso in un attimo i risparmi di una vita. Nella stanza del catechismo, ora trasformata in un'enorme camerata dalle pareti giallo paglierino, i bambini raccontano gli attimi di terrore, "quando l'acqua ha invaso casa facendo galleggiare i mobili  -  dice Aurora, 14 anni  -  e noi non sapevamo più dove scappare".

Ornella Santini, una casalinga di 57 anni, non si da pace. "Non abbiamo più nulla  -  ripete sfiorando il viso della nipote, un anno appena  -  c'era anche lei venerdì mattina, quando alle sei del mattino la casa si è riempita di fango. Abitiamo al piano terra, in una traversa di via della Giustiniana, ed è tutto da buttare, non sappiamo dove mettere le mani. Chi sono i responsabili di questo disastro?. Chi pagherà i danni? Chi ci aiuterà?", domanda disperata.
Il vicesindaco Luigi Nieri, insieme al presidente del municipio
 Daniele Torquati ha visitato gli alluvionati, ascoltato sfoghi, trovato soluzioni in tempi rapidi. "Ho dovuto chiamare il prefetto Giuseppe Pecoraro per chiedere che fossero attivate tutte le idrovore in via Frassineto  -  denuncia il vicesindaco Nieri  -  l'Ardis venerdì ne ha attivate solo due su sei. Un fatto gravissimo", aggiunge, mentre il sole è appena tramontato e in parrocchia ci si appresta a trascorrere la seconda notte da sfollati.

Fonte: Repubblica

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