23 gennaio 2014

Francesco andrà in Asia, allo studio viaggio in Corea ad agosto.



Ipotesi anche per Sri Lanka e Filippine nel 2015. Era stato lo stesso Bergoglio a luglio a dire: “Papa Benedetto non ha avuto tempo di andare in Asia, ed è importante”

IACOPO SCARAMUZZI
CITTÀ DEL VATICANO

Corea del Sud quest'anno, Sri Lanka e Filippine nel 2015. Papa Francesco guarda all'Asia, il continente dove Benedetto XVI “non ha avuto tempo di andare”. E progetta di visitare questi tre paesi. Viaggi che, ha detto oggi il portavoce vaticano, padre Federico Lombardi, precisando alcune voci circolate in queste ore, sono effettivamente "allo studio".

Quanto alla Corea del Sud, "è vero che il viaggio è allo studio, c'è un invito e l'occasione sarebbe un grande incontro di giovani previsto in Corea a metà agosto", ha detto il direttore della sala stampa della Santa Sede interpellato dai giornalisti. È altresì "allo studio", ma "non per quest'anno", un viaggio del Papa in Sri Lanka e Filippine. Padre Lombardi è stato meno definitivo a proposito di un viaggio a Sarajevo ("C'è effettivamente un invito ma non c'è alcuna decisione in merito") e ha escluso categoricamente altre mete ipotizzate come, ad esempio, l’Uganda.

Era stato lo stesso Papa Francesco a illustrare così, nel volo di ritorno da Rio de Janeiro la scorsa estate, il suo calendario di trasferte fuori dall'Italia: oltre alla Terra Santa, confermata nel frattempo per maggio prossimo, in America Latina "dobbiamo aspettare un po'", disse Bergoglio, mentre "credo che si possa andare in Asia, ma questo è tutto nell'aria. Ho avuto un invito per andare in Sri Lanka e anche nelle Filippine. Ma in Asia si deve andare. Perché Papa Benedetto non ha avuto tempo di andare in Asia, ed è importante. Lui è andato in Australia e poi in Europa e in America, ma l'Asia...".

Il Papa ha parlato della Corea nel recente discorso di inizio anno ai diplomatici accreditati presso la Santa Sede: "In occasione del 50esimo anniversario delle relazioni diplomatiche con la Repubblica di Corea, vorrei implorare da Dio il dono della riconciliazione nella penisola, con l'auspicio che, per il bene di tutto il popolo coreano, le Parti interessate non si stanchino di cercare punti d'incontro e possibili soluzioni". E sempre in occasione del 50enario delle relazioni diplomatiche, monsignor Pietro Parolin, segretario di Stato vaticano, ha celebrato una messa, lo scorso 19 dicembre, al pontificio collegio coreano: "Vogliamo implorare da Dio - ha detto Parolin in quell'occasione - il dono della pace tra le due Coree, il dono di poter un giorno rallegrarci per il pieno rispetto dei diritti umani in ogni parte della penisola. Auspichiamo che si riaprano vie di dialogo, che non ci si stanchi di cercare punti d’incontro e soluzioni sempre possibili, che non cessino gli aiuti umanitari alle popolazioni colpite da forme di carestia e prevalga in tutti la buona volontà di riconoscersi per ciò che si è, vale a dire fratelli di un unico popolo".

Fonte: Vatican Insider

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