31 dicembre 2013

I Vespri e il "Te Deum" di fine anno presieduti da Papa Francesco.

Il ringraziamento a Dio per l’anno che si conclude, alla vigilia della Messa con la quale aprirà domattina il 2014 nel segno di Maria. Sono i due prossimi impegni che attendono Papa Francesco, a partire dai primi Vespri della solennità di Maria Santissima Madre di Dio, che il Papa presiederà alle 17 di oggi nella Basilica Vaticana, cui seguirà l’esposizione del Santissimo Sacramento e il canto del Te Deum. Terminati i Vespri, inoltre, il Papa si recherà in visita al Presepio allestito in Piazza San Pietro. Sempre in Basilica, alle 10 di domani, Papa Francesco presiederà la celebrazione eucaristica nel giorno della 47.ma Giornata Mondiale della pace 2014, evento al quale ha dedicato un Messaggio sul tema “Fraternità, fondamento e via per la pace”.
Alessandro De Carolis ne ricorda i passaggi salienti in questo servizio:



Nella storia di Caino e Abele c’è scritto il futuro del mondo: Dio li crea fratelli, ma uno dei due spezza nel sangue questo legame. Papa Francesco prende questo esempio per spiegare la vocazione “essenziale” dell’uomo alla “fraternità”. Vocazione, scrive nel Messaggio per il primo gennaio 2014, che l’umanità porta “inscritta in sé” insieme anche alla possibilità “drammatica del suo tradimento”. Il problema, argomenta il Papa, sta nel fatto che “una fraternità priva del riferimento ad un Padre comune, quale suo fondamento ultimo, non riesce a sussistere”. La radice della fraternità, afferma, “è contenuta nella paternità di Dio”, una “paternità generatrice di fraternità” che trasforma la nostra esistenza, senza la quale “diventa impossibile la costruzione di una società giusta”. Oggi, scrive Papa Francesco, questa vocazione alla fraternità è spesso contrastata dalla “globalizzazione dell’indifferenza” che “ci fa lentamente abituare alla sofferenza dell’altro, chiudendoci in noi stessi”. E a farne le spese è proprio la pace, un bene “indivisibile”: “O è bene di tutti – osserva il Papa – o non lo è di nessuno”.

La fraternità, inoltre, ha importanti ricadute sociali perché – afferma il Papa – è anche la via maestra anche per sconfiggere la povertà. L’auspicio allora è che i governi creino “politiche efficaci”, che promuovano “il principio della fraternità” e consentano alle persone di “accedere ai capitali” e alle risorse. L’uomo, ribadisce con fiducia Papa Francesco, “è capace di qualcosa in più rispetto alla massimizzazione del proprio interesse individuale”. Di qui, la denuncia contro la corruzione e il crimine organizzato e l’appello alla trasparenza e alla responsabilità della politica, valori che generano anch’essi “pace sociale”. Quest’ultima, considera il Papa, oggi è minata troppe volte dallo sfruttamento del lavoro, dall’“abominio del traffico di esseri umani”, dagli “abusi contro i minori”, come pure dalla disumanità che si vive in tante carceri, “dove il detenuto – osserva con dolore – è spesso ridotto in uno stato sub-umano e viene violato nella sua dignità di uomo”. Non manca nel Messaggio un richiamo alla custodia della natura, tutt’altro che impossibile se l’uomo rifiuta – scrive – un approccio dettato “dall’avidità, dalla superbia del dominare” in favore di una visione che considera la natura “un dono gratuito” da “mettere a servizio dei fratelli”.

E la pace ha poi un estremo bisogno che si ricompongano le cause che fomentano le guerre. Papa Francesco inserisce nel suo Messaggio l’invito pressante a rinunciare alle armi – “finché ci sarà una così grande quantità di armamenti in circolazione”, osserva, “si potranno sempre trovare nuovi pretesti per avviare le ostilità” – e a prediligere il dialogo, il perdono, la riconciliazione, “per ricostruire – auspica – la giustizia, la fiducia e la speranza intorno a voi”. “Riscoprite in colui che oggi considerate solo un nemico da abbattere il vostro fratello e fermate la mano!”.



Fonte: Radio Vaticana

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